martedì 17 marzo 2009

Scacchi e Poker

Ricevo e pubblico questo interessantissimo articolo di Dante Leoni, admin del noto sito pokerlisting, sul rapporto tra scacchi e poker, due giochi diversi per molti aspetti, ma molto simili per altri.

Si sente parlare spesso, nel mondo del poker, delle similitudini col gioco degli scacchi. A molti scacchisti forse una simile affermazione può far saltare sulla sedia, ma è innegabile che ci siano punti in comune fra le due discipline. A prescindere dalla diversa scala di complessità e profondità, negli scacchi e nel poker si usano strategie mentali molto simili. Oltre alla definizione come giochi di abilità e destrezza che si accomuna, è il lato psicologico ad avere le maggiori similitudini. Sia in una sala da poker sia negli scacchi si deve avere la capacità di anlisi necessaria per studiare le intenzioni dell'avversario senza lasciarsi ingannare e riconoscere possibili trappole. Sia gli scacchi che il poker sono dei giochi in cui l'intelligenza è l’arma primaria che un giocatore deve utilizzare per battere il suo avversario, ma in cui spesso è la capacità psicologica ad essere davvero vincente. Alcuni giocatori di poker si basano sulle tattiche di gioco del matematico e professionista di scacchi tedesco Emanuel Lasker, uno dei più grandi teorici della psicologia applicata al gioco. Lasker cercava di capire i punti deboli dei suoi avversari non soltanto studiando ogni movimento e prevedendo possibili mosse future, ma soprattutto confondendo e mettendo in uno stato di soggezione il rivale. Tutte strategie che interessano il mondo del poker e che permettono a giocatori professionisti di vincere tornei anche senza avere combinazioni forti.
Non è un caso che molti professionisti di poker hanno un passato da scacchisti. Ylon Schwartz, Ivo Donev o Howard Lederer sono passati dalla scacchiera al tavolo verde, portando con sé lo stesso approccio. Ylon Schwartz non manca di sottolineare, nelle interviste, come la memoria sia uno degli strumenti più forti che scacchisti e giocatori di poker usano per analizzare gli avversari.
Ma il contributo degli scacchi al mondo del poker non si limita alle tattiche mentali e psicologiche. Personaggi come Howard Lederer, chiamato anche il "professore" per la calma e la pazienza che mette quando gioca a poker contro i suoi avversari, hanno decisamente contribuito a dare un'aria un po' più intellettuale e austera a un ambiente solitamente leggero. Probabilmente il poker non sarà mai associato alla strategia e all'intelligenza pura come avviene con gli scacchi. Ma se viene sempre più considerato un gioco mentale più che un gioco d'azzardo, il merito è anche degli amanti della scacchiera.
Dante Leoni