<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131</atom:id><lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2009 15:14:10 +0000</lastBuildDate><title>Gli Scacchi Ipermoderni</title><description>Blog dedicato agli scacchi visti come passione, arte, sport...</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>493</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-2496456846775643446</guid><pubDate>Mon, 29 Jun 2009 15:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-29T17:20:30.335+02:00</atom:updated><title>Chiusura</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era nell'aria già da un po' come avrete intuito... purtroppo non riesco a portare avanti questo progetto come vorrei a causa del poco tempo libero a mia disposizione. Magari in futuro lo riaprirò, chissà come vanno le cose nella vita... Ringrazio chi ha collaborato a questo progetto e ovviamente tutti i lettori. In ogni caso non cancellerò questo spazio web, quindi se avrete voglia potrete rileggere tutti i vecchi post, anche se non sarà più possibile commentarli.&lt;br /&gt;Statemi bene!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Alessandro Balossini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-2496456846775643446?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2009/06/chiusura.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-1112915361090065758</guid><pubDate>Tue, 17 Mar 2009 11:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-06-29T17:21:18.338+02:00</atom:updated><title>Scacchi e Poker</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricevo e pubblico questo interessantissimo articolo di Dante Leoni, admin del noto sito &lt;a href="http://www.pokerlisting.it/"&gt;pokerlisting&lt;/a&gt;, sul rapporto tra scacchi e poker, due giochi diversi per molti aspetti, ma molto simili per altri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/Sb-D2lhNwlI/AAAAAAAACoU/zVqoamAEcXM/s1600-h/poker-texas-hold-em.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 147px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/Sb-D2lhNwlI/AAAAAAAACoU/zVqoamAEcXM/s200/poker-texas-hold-em.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314111059128074834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si sente parlare spesso, nel mondo del poker, delle similitudini col gioco degli scacchi. A molti scacchisti forse una simile affermazione può far saltare sulla sedia, ma è innegabile che ci siano punti in comune fra le due discipline. A prescindere dalla diversa scala di complessità e profondità, negli scacchi e nel poker si usano strategie mentali molto simili. Oltre alla definizione come giochi di abilità e destrezza che si accomuna, è il lato psicologico ad avere le maggiori similitudini. Sia in una &lt;a href="http://www.pokerlistings.it/sale-da-poker-online"&gt;sala da poker&lt;/a&gt; sia negli scacchi si deve avere la capacità di anlisi necessaria per studiare le intenzioni dell'avversario senza lasciarsi ingannare e riconoscere possibili trappole. Sia gli scacchi che il poker sono dei giochi in cui l'intelligenza è l’arma primaria che un giocatore deve utilizzare per battere il suo avversario, ma in cui spesso è la capacità psicologica ad essere davvero vincente. Alcuni giocatori di poker si basano sulle tattiche di gioco del matematico e professionista di scacchi tedesco &lt;a href="http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/01/psicologia-della-lotta-emanuel-lasker.html"&gt;Emanuel Lasker&lt;/a&gt;, uno dei più grandi teorici della psicologia applicata al gioco. Lasker cercava di capire i punti deboli dei suoi avversari non soltanto studiando ogni movimento e prevedendo possibili mosse future, ma soprattutto confondendo e mettendo in uno stato di soggezione il rivale. Tutte strategie che interessano il mondo del poker e che permettono a giocatori professionisti di vincere tornei anche senza avere combinazioni forti.&lt;br /&gt;Non è un caso che molti professionisti di poker hanno un passato da scacchisti. Ylon Schwartz, Ivo Donev o Howard Lederer sono passati dalla scacchiera al tavolo verde, portando con sé lo stesso approccio. Ylon Schwartz non manca di sottolineare, nelle interviste, come la memoria sia uno degli strumenti più forti che scacchisti e giocatori di poker usano per analizzare gli avversari.&lt;br /&gt;Ma il contributo degli scacchi al mondo del poker non si limita alle tattiche mentali e psicologiche. Personaggi come &lt;a href="http://www.howardlederer.com/"&gt;Howard Lederer&lt;/a&gt;, chiamato anche il "professore" per la calma e la pazienza che mette quando gioca a poker contro i suoi avversari, hanno decisamente contribuito a dare un'aria un po' più intellettuale e austera a un ambiente solitamente leggero. Probabilmente il poker non sarà mai associato alla strategia e all'intelligenza pura come avviene con gli scacchi. Ma se viene sempre più considerato un gioco mentale più che un gioco d'azzardo, il merito è anche degli amanti della scacchiera.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dante Leoni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-1112915361090065758?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2009/03/scacchi-e-poker.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/Sb-D2lhNwlI/AAAAAAAACoU/zVqoamAEcXM/s72-c/poker-texas-hold-em.png' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-8557447599345330850</guid><pubDate>Fri, 21 Nov 2008 22:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-21T23:45:33.843+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>i re degli scacchi</category><title>Boris Spassky</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.italiascacchistica.com/index.shtml"&gt;&lt;img src="http://img386.imageshack.us/img386/1108/logois21hj7.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pubblico questo bell'articolo su Boris Spassky di Fabio Lotti, già pubblicato in passato nella rivista "L'italia scacchistica". Ricordo che questi articoli sono pubblicati in seguito ad accordi con l'editore; è quindi vietata la distribuzione o la vendita. Buona lettura!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSc3ZnbHyZI/AAAAAAAACmw/wWzErnofmyY/s1600-h/spassky1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 143px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSc3ZnbHyZI/AAAAAAAACmw/wWzErnofmyY/s200/spassky1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271242802079451538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Inutile negarlo. Durante il match contro Fischer per il titolo mondiale del 1972, svoltosi nella gelida Reikjavik, ero tra quelli che si sbracciavano per l’asso americano. Spassky nemmeno lo consideravo. Era stato messo lì per essere immolato sull’altare della dea Caissa. Punto e basta. Anche se lui avrebbe fatto di tutto, e lo fece, per evitare l’olocausto. In seguito, come succede spesso nella vita, mi sono un po’ pentito di quella specie di astio nei confronti non solo di un grande campione ma anche di un grande uomo. Sempre sereno, aperto e dignitoso. E la sua esistenza, simile a quella di molti altri campioni, non è certo stata tutta rose e fiori. Anzi, se c’è un elemento comune a tanti cervelloni della scacchiera, e se ne sarà reso conto chi mi ha seguito nei miei “profili”, è proprio il contrario. E il nostro Boris non fa eccezione. Nato il 30 gennaio 1937 a Leningrado si ritrova, da piccolo, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale. La famiglia è costretta a fuggire a Mosca per ritornare nella città natale dopo cinque anni. La tragedia la spezza. I tre bambini, di cui egli è il secondo insieme ad un fratello più grande e ad una sorella più piccola, rimangono con la madre maestra, mentre il padre, ingegnere, si disinteressa quasi completamente di loro. Il rapporto con gli scacchi è casuale, impara le mosse a cinque anni, a nove si iscrive al Palazzo dei Pionieri di Leningrado dove incomincia a giocare in maniera sistematica. E, soprattutto, ha la fortuna di un istruttore come Vladimir Zac che capisce ed asseconda il suo talento. Boris è un concentrato di emozione e di freddezza e dopo una sconfitta capace di arrabbiarsi e perfino di piangere. La sua reputazione incomincia a salire dopo il 1950 con una serie di buoni risultati fino a conseguire il terzo posto ad Amsterdam nel torneo dei Candidati del 1956. Però non riesce a esplodere definitivamente, come è stato più volte sottolineato dai maggiori critici, per una certa immaturità psicologica e perché non gode pienamente dei favori del Palazzo che desidera seguire ed aiutare allievi più docili e malleabili. Nel 1963 lascia il suo allenatore Tolush, troppo focoso, sostituito da Bondarevsky e i risultati si vedono! Campione URSS nello stesso anno,vittoria ex aequo con Smyslov, Tal e Larsen all’Internazionale di Amsterdam del 1964. Nel 65 sconfigge Keres (sei a quattro), Geller (cinque e mezzo a due e mezzo) e infine Tal (sette a quattro) soprattutto per merito di un Gambetto inventato da quello spilungone statunitense di Frank Marshall sul quale prima o poi dovremo pur dire qualcosa, giungendo a sfidare Petrosian nel 1966. "Spompato alla meta?" si è chiesto qualcuno colpito dalla forza degli avversari e dalla durezza degli incontri. Stanco sì, ma non disfatto. Si prepara a dovere, pensa anzi di sfruttare la sua resistenza essendo più giovane, è entusiasta ed ottimista. Ma fa i conti senza l’oste perché Petrosian non è certo stato a guardare. Ecco cosa confida nell’intervista rilasciata a Juri Averbakh quando il match con Spassky sta per terminare "La mia preparazione è cominciata molto tempo prima dell’inizio del match. Spassky non aveva ancora terminato la finale dei Candidati con Tal che io avevo già elaborato con il mio allenatore un dettagliato piano di preparazione. Dapprima ho esaminato le mie partite al microscopio, poi sono andato a Tblisi per studiare da vicino i miei potenziali avversari. Una volta chiaro che Spassky avrebbe avuto la meglio, sono ritornato a Mosca e mi sono subito messo ad analizzare le sue partite…" ("Petrosjan oltre i confini della teoria" Prisma, Roma 1998, pag.197). Spassky si batte bene, resiste ma perde dodici e mezzo a undici e mezzo.&lt;br /&gt;Nel secondo scontro per il titolo mondiale del 1969 il nostro Boris, ancora più forte di prima (ricordiamoci che si è sbarazzato di pretendenti al trono del calibro di Geller, Larsen e Kortchnoi) riesce perfino ad analizzare e capire la psicologia dell’avversario dai suoi atteggiamenti durante le partite: "Nel 1966 facevo molta fatica a capire lo stato d’animo di Petrosian, ma nel 1969 ero in grado di comprendere ogni suo gesto. Tutti sanno che tra una mossa e l’altra molti giocatori fanno qualche passo attorno al tavolo: quando Petrosian aveva paura di me, per esempio, camminava su e giù con aria fiera e altezzosa, come Napoleone, ma quando invece passeggiava tranquillamente, io sapevo che in quel momento era molto pericoloso: era come una tigre che se ne stava acquattata, pronta ad assalirmi. Per me erano informazioni importanti." ("La parola ai campioni del mondo" di Jakov Estrin, Prisma, Roma 1993, pag.145). Non è una passeggiata perché il nostro Tigran è sempre stato una roccia ma il punteggio di dodici e mezzo a dieci e mezzo non lascia dubbi. E’ al culmine del successo, il suo gioco "universale" lodato da tutti. Arrivano come perle la sua splendida vittoria contro Larsen a Belgrado nel 1970 e, sempre nello stesso anno a Siegen, quella contro Fischer. Già Fischer. Come è andata nel 1972 nella gelida Islanda lo sanno tutti. E’ stato detto e ripetuto millanta volte ed anche il sottoscritto ha intonato il suo peana in onore del grande Bobby in un precedente "profilo" a lui dedicato. Siedono di fronte l’Eroe e l’Antieroe per eccellenza, la democratica, aperta e libera America contro la chiusa, ottusa ed opprimente Unione Sovietica. C’è di che mandare in sollucchero tutti i patiti quadrettati di questo mondo e far risuonare fanfare massmediatiche più altisonanti del coro dell’Aida. Un vero successo mondiale per gli scacchi e per l’asso americano che si incorona con dodici punti e mezzo a otto e mezzo come era stato previsto dall’americano Byrne! Spassky fa la sua parte e non può fare meglio contro una furia scatenata nel pieno della sua energia vitale. La "Sfida del secolo", riportata da Mario Monticelli in un libro della Mursia dalla smagliante copertina rossa, ha incoronato il suo Re. Bello, elegante, strafottente. Che non manterrà le sue promesse.&lt;br /&gt;Spassky comunque non demorde e nel primo match di qualificazione per la candidatura al titolo mondiale svoltosi a San Juan demolisce completamente l’americano Byrne (sì, proprio quello della funesta profezia!) con il punteggio di +3=3-0, e incomincia assai bene anche contro il giovane Karpov sconfitto per mezzo di una bella Siciliana. Che è anche l’ultima, perché Karpov in seguito adotta ripetutamente la tosta Caro Kann mettendo in crisi il suo illustre avversario. La contesa termina velocemente con un secco +4=6-1 che non ammette replica.&lt;br /&gt;Da questo momento la vita scacchistica di Spassky rientra nella normalità tipica di quella di tanti altri Grandi Maestri: qualche bella vittoria contornata da deludenti prestazioni, e non mi voglio nemmeno soffermare sulla patetica rivincita con Fischer giocata nel 1992 ( rimando, semmai la curiosità del lettore al libro "Fischer-Spassky Vent’anni Dopo" di Pein, Levitt e Davies pubblicato dalla Prisma). Non ne vale la pena. Vale la pena, invece, sottolineare la personalità genuina e sincera di questo campione "antieroe", la sua istintiva simpatia, la sua curiosità intellettuale che spazia dall’arte alla letteratura, la sua innata cortesia. Il suo sorriso aperto di persona perbene. Della quale, credetemi, c’è tanto bisogno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fabio Lotti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-8557447599345330850?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/11/boris-spassky.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSc3ZnbHyZI/AAAAAAAACmw/wWzErnofmyY/s72-c/spassky1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-3146656800458913806</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2008 21:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-20T22:37:24.930+01:00</atom:updated><title>Profilo: Emanuel Lasker</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Claudio Reggiani mi ha inviato un ottimo articolo sul grande Lasker. Si tratta di una traduzione da &lt;a href="http://www.chesscorner.com/worldchamps/lasker/lasker.htm"&gt;questo pezzo&lt;/a&gt; in lingua inglese pubblicato su chess corner. Vorrei però spendere qualche riga sul bel progetto di Claudio, il sito &lt;a href="http://www.giocareascacchi.it/"&gt;Giocare a scacchi&lt;/a&gt;. Si tratta di un ottimo spazio sul nostro gioco con articoli che affrontano l'argomento da un punto di vista sportivo e teorico. Non mancano funzionalità extra come la scacchiera d'analisi, il forum, sondaggi e tante altre belle cose che vi invito a scoprire da soli. Il sito è ben curato anche dal punto di vista grafico. Per quanto riguarda questo spazio posso finalmente dire che riparte ufficialmente anche se in "versione ridotta", nel senso che rimarrà costantemente aggiornato ma non con la formula del post al giorno. Probabilmente cambierà anche il concept ma preferisco non anticipare niente. Per ora godetevi l'articolo su Lasker e tornate domani per leggere un nuovo profilo di Fabio Lotti!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSXWU_ym2JI/AAAAAAAACmo/vw68Y7VjSk4/s1600-h/lasker.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 144px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSXWU_ym2JI/AAAAAAAACmo/vw68Y7VjSk4/s200/lasker.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270854595116456082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Emanuel Lasker è nato a Berlinchen, in Germania il 24 dicembre 1868 (ora Barlinek, Polonia). Il suo insegnante di scacchi fu il fratello Berthold, più vecchio di otto anni, il quale giocò qualche torneo nei primi anni del 1880 e 1890 e si rivelò un forte giocatore per il suo tempo. Intanto Emanuel frequentò la scuola a Berlino per sviluppare le sue capacità matematiche, fino a perfezionarle all'università di Erlangen. I due fratelli erano poveri, ma ben presto riuscirono a guadagnare qualche soldo sfidando altri scacchisti nei locali di scacchi.&lt;br /&gt;Nel 1892 raggiunse il suo primo importante successo in un piccolo, ma forte, torneo di Londra, dove arrivò primo con mezzo punto di distacco da Blackburne. Lasker giocò poi un secondo match contro Blackbourne e la sua incontrastata vittoria lo convinse della possibilità di diventare campione del mondo. Egli sfidò allora Tarrash, ma l'invito fu declinato, perchè il matematico non aveva ancora vinto un importante torneo.&lt;br /&gt;Lasker si diresse negli USA per sfidare Steinitz per il titolo mondiale, divenne Campione del Mondo di scacchi all'età di 25 anni a Montreal e fu capace di mantenere quel titolo per 27 anni, il periodo più lungo di un campione mondiale di scacchi ufficialmente riconosciuto. Comunque, ci sono alcuni dubbi su chi fosse il miglior giocatore. L'opinione generale era che Steinitz, all'età di 58 anni, perse a causa della sua avanzata età e della sua insonnia. Tarrash disse: "Secondo me il match Steinitz - Lasker ha avuto un'importanza maggiore rispetto a quel che si meritava." Il fatto che Lasker non abbia vinto un importante torneo, prima dell'incontro contro Steinitz, non gli ha permesso di proclamarsi Campione del Mondo facilmente. Tarrash, che aveva avuto il miglior risultato nei tornei, richiese un titolo separato. Un nuovo campionato iniziò ad Hasting nel 1895 e si credeva che il vincitore sarebbe stato Lasker, Tarrash o Steinitz. Sorprendentemente il leader fu Harry Nelson Pillsbury, un giocatore americano, che complicò ulteriormente la questione per l'assegnazione del titolo, così più tardi i cinque migliori giocatori di Hastings (Pillsbury, Tchigorin, Lasker, Tarrasch e Steinitz) furono invitati ad un esclusivo torneo a San Pietroburgo, ma purtroppo Tarrash non potè accettare l'invito per un impegno professionale.&lt;br /&gt;A San Pietroburgo Lasker vinse con due punti di vantaggio su Steinitz, che raggiunse il secondo posto. Ad ulteriore conferma del risultato, nel campionato mondiale a Mosca del 1896 Lasker vinse contro Steinitz con un punteggio di 12.5 - 4.5, il gran risultato di Lasker non lasciò più alcun dubbio sul nuovo detentore del titolo mondiale di scacchi.&lt;br /&gt;Lasker ha sempre richiesto un ingente somma per la sua presenza nei match, poichè era stato testimone delle condizioni di affranta povertà di Steinitz e di altri giocatori, pertanto voleva che le condizioni migliorassero per i futuri giocatori di scacchi. Inoltre propose che ogni giocatore dovesse detenere il copyright sulle partite che disputava. Comunque, nonostante i suoi sforzi, egli stesso morì in miseria.&lt;br /&gt;Ai primi del 1920 iniziarono estenuanti trattative tra Lasker e José Raúl Capablanca per organizzare l'incontro valido per il titolo mondiale. Alla fine, ottenuto un ingaggio di 11.000 dollari, il cinquantaduenne Lasker accettò di giocare a L'Avana su un limite di 24 partite; il torneo iniziò il 15 marzo 1921 ma bastarono 14 partite per concluderlo: il 27 aprile Lasker perse il titolo di campione del mondo, abbandonando l'incontro dopo 4 sconfitte e 10 patte, lamentando problemi di salute.&lt;br /&gt;Lasker non voleva fare degli scacchi la sua principale occupazione, anche durante gli anni migliori egli proseguiva i suoi studi in matematica e filosofia, discusse con Albert Einstein la teoria della relavitivà. Dopo il Campionato del Mondo Lasker ritornò a lavorare in accademia ed a giocare a Bridge a livello internazionale. Nel 1933, a causa del regime fascista fu costretto ad abbandonare la Germania, senza denaro, cosìcchè nel 1934, all'età di 65 anni, tornò nello scenario scacchistico e dimostrò ancora un buon gioco. Alla fine si spostò definitivamente a New York, dove morì l'11 gennaio 1941 per una malattia ai reni all'età di 72 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-3146656800458913806?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/11/profilo-emanuel-lasker.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SSXWU_ym2JI/AAAAAAAACmo/vw68Y7VjSk4/s72-c/lasker.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-8451037245709839084</guid><pubDate>Sat, 18 Oct 2008 21:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-19T00:37:12.480+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>racconti di fabio lotti</category><title>Il secondo ed il terzo delitto</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le prime scoperte sulla morte della povera Maria furono anche le ultime. Non riuscimmo a trovare nulla di nulla che ci potesse essere di aiuto per le indagini. La ragazza non aveva nemici e il suo fidanzato, l’unico che in qualche modo assai remoto potesse essere sospettato aveva, invece, un alibi di ferro. Come se non bastasse a questo se ne aggiunsero altri due a quindici giorni di distanza l’uno dall’altro. Una vera mazzata. Ve li racconto in maniera succinta, perché se mi ci soffermo troppo, di sicuro mi scoppia un’ ulcera.&lt;br /&gt;Ero in ufficio insieme a Manganelli, mi pare di venerdì del mese di…di…non ricordo bene.., ad interrogare un gruppo di ragazzacci dai quindici ai vent’anni che erano stati sorpresi a bruciare le macchine nella zona di San Prospero della mia città. Un passatempo, come quello di gettare i sassi dai cavalcavia, che allora andava tanto di moda nel nostro paese.&lt;br /&gt;“Chi di voi è il capobanda?”. I delinquentelli si guardarono fra loro accennando ad un tipo dai capelli a spazzola basso e tarchiato che si alzò dalla sedia con un sorrisetto ironico.&lt;br /&gt;“Mi sembra che non abbiate capito dal vostro atteggiamento la gravità della situazione. Tu dunque, saresti il capo di questa combriccola?”. Il ganzetto aprì le mani in segno di assenso facendolo seguire da una sfrontata biascicatura di cilingomma.&lt;br /&gt;“Bene, bene vedo che sei un osso duro. Intanto butta via nel cestino codesta robaccia che hai in bocca”. Il tono non ammetteva repliche. Il capobanda sorrise, dette uno sguardo ai suoi affiliati, poi tolse di bocca la gomma, la mise tra l’indice e il pollice e la scagliò direttamente nel cestino centrandolo in pieno. Poi si dondolò spavaldo sulle anche.&lt;br /&gt;“Bel colpo. Come bello è stato quello di bruciare le macchine. Solo che il primo non vi costa nulla, mentre il secondo vi costa qualche annetto di galera”. Qualche ragazzaccio incominciò a sbiancare, mentre il capello a spazzola sorrise ancora, anche se in maniera meno convincente.&lt;br /&gt;“Tuttavia prima di sbattervi tra le sbarre mi piacerebbe conoscere il motivo di questa bravata. Tu come ti chiami?”.&lt;br /&gt;“Franco”.&lt;br /&gt;“Allora Franco, perché avete bruciato quelle macchine?”.&lt;br /&gt;“Ma…non saprei, per passatempo, la sera ci si annoia, la solita vita, le solite cose. E poi lo avevano già fatto a Roma e a Parigi…”&lt;br /&gt;“Certo, non era bello rimanere indietro. Siena non doveva essere da meno…”.&lt;br /&gt;“Insomma, commissario, per provare qualche emozione”.&lt;br /&gt;“Come sono cambiati i tempi!” intervenne Manganelli che li stava osservando con gli occhi torvi. “Io, quando ero giovane, per avere una sferzata di adrenalina, andavo a rubare le ciliegie. Una volta il contadino mi acciuffò e mi dette una di quelle scariche di legnate…”.&lt;br /&gt;“Manganelli! Ti pare il momento di raccontare le tue bravate? Qui siamo di fronte ad un fatto grave, gravissimo…”.&lt;br /&gt;“E’ vero, commissario. Ma dico, ragazzi, non ve ne rendete conto?”. La frase del mio braccio destro cadde nel vuoto perché proprio in quel momento bussarono con insistenza alla porta.&lt;br /&gt;“Avanti!”.&lt;br /&gt;“Commissario, mi scusi se la interrompo, ma nei giardini di Vico Alto è stato trovato un cadavere”.&lt;br /&gt;La notizia mi colpì come un pugno di Tyson al basso ventre. Non svenni per volontà degli dei e per la prontezza dei riflessi di Manganelli che, nonostante la pinguedine, fu pronto a sorreggermi. Ci recammo nel luogo indicato lasciando la banda dei teppisti sotto la custodia del Pasquini. Arrivammo nella zona suddetta a sirene spiegate come aveva voluto il mio salvatore. D’altra parte ogni tanto bisognava che gli dessi soddisfazione. E l’occasione forse se la meritava. Ad attenderci c’era già un bel capannello di gente curiosa che circondava una panchina vicino alla quale stava per terra un signore. Al nostro arrivo tutti si voltarono verso di noi.&lt;br /&gt;“Largo, largo! Lasciate passare la polizia!” gridò Manganelli con volto accalorato. Poi, rivolgendosi ad altri tre sottoposti che erano venuti con noi, “Tenete lontana la gente, mandatela via. Non vogliamo nessuno intorno”.&lt;br /&gt;“Chi ha scoperto il cadavere?”.&lt;br /&gt;“Manganelli, ti vedo vispo e pimpante e ciò ti fa onore. Ricordati, però che ci sono anche io”.&lt;br /&gt;“Mi scusi, commissario, mi ero lasciato prendere…”.&lt;br /&gt;“Non lasciarti prendere. Calma e sangue freddo. Dunque chi ha scoperto il cadavere?”. Si fece avanti un signore anziano con gli occhiali e dal viso spiccicato a quello di una tartaruga delle Galapagos.&lt;br /&gt;“Io” rispose debolmente, diventando un po’ rosso dall’emozione. “Mi sono avvicinato a questa panchina dove era seduto…era seduto quel signore…Mi scusi…”&lt;br /&gt;“Sono il commissario Marco Tanzini, non si preoccupi, capisco la sua agitazione. Parli con calma. Si prenda tutto il tempo che vuole”.&lt;br /&gt;“Sa, sono vecchio e…”.&lt;br /&gt;“Il commissario ha detto che la capisce, signor…?” chiese Manganelli.&lt;br /&gt;“Mi chiamo Quinto Carlesi”.&lt;br /&gt;“Bene, vada avanti”.&lt;br /&gt;“Dunque…mi sono avvicinato alla panchina dove quel signore sembrava che dormisse ripiegato su se stesso. Mi sono messo a sedere vicino a lui. Poi, appena l’ho toccato con il braccio, è caduto disteso in avanti. Ho come avuto un tuffo al cuore, commissario. Mi è venuta una paura…”.&lt;br /&gt;“La capisco, la capisco…”.&lt;br /&gt;“Il cuore ha incominciato a battermi forte, commissario, lei mi capisce…a questa età…”.&lt;br /&gt;“Il commissario ha già detto che la capisce!” intervenne Manganelli con un tono un po’ alterato.&lt;br /&gt;“Manganelli, lascia stare…”.&lt;br /&gt;“Lascio stare, ma questo insiste…”.&lt;br /&gt;“E’ un povero vecchio. Un po’ di comprensione, via. Senta, signor Quinto, per caso ha visto qualcuno prima di lei seduto su questa panchina, o comunque qualcuno che parlasse con il…insomma con quello che è poi caduto?”.&lt;br /&gt;“No, non mi pare”.&lt;br /&gt;“Ci pensi bene”.&lt;br /&gt;“Il commissario le ha chiesto se ha visto qualcuno prima e non dopo che si è messo a sedere!” urlò quasi Manganelli.&lt;br /&gt;“Via, ora stai esagerando”.&lt;br /&gt;“Commissario, ma questo non capisce…”.&lt;br /&gt;“Vorrei vedere te alla sua età”.&lt;br /&gt;“Intanto ci devo arrivare”.&lt;br /&gt;“Anch’io. Grazie, signor Quinto. Prima di andare via lasci le sue generalità…”.&lt;br /&gt;“Che cosa?”.&lt;br /&gt;“Pensaci te, Manganelli”.&lt;br /&gt;Il cadavere dell’uomo che dai documenti si rivelò essere quello di Luigi Ermini, di anni settanta, abitante in via Sant’Angelo numero 5, era disteso davanti alla panchina con la faccia tesa verso terra. Il commissario lo rivoltò e mise a nudo il volto stropicciato dall’erba con un rigagnolo rosso che partiva dal naso. Evidentemente il colpo dovuto alla caduta aveva aperto qualche piccola ferita. All’infuori di questo particolare niente segni di violenza.&lt;br /&gt;“La morte lo ha colto all’improvviso. Da una parte beato lui…” disse Manganelli&lt;br /&gt;“Dall’altra beato te che giungi subito a conclusioni affrettate. Raccogli quel foglio che sembra l’involucro di una caramella e…e…”.&lt;br /&gt;“Che cosa le prende, commissario?”.&lt;br /&gt;“E…apri la sua mano destra che…”.&lt;br /&gt;“Ha paura che contenga qualcosa?”.&lt;br /&gt;“Lo temo proprio”.&lt;br /&gt;“Ecco fatto. Diciamo che lei è un buon veggente. Glielo dico?”.&lt;br /&gt;“Dimmelo”.&lt;br /&gt;“Nella sua mano destra ho trovato una pedina, o meglio, un pedone nero degli scacchi, commissario”.&lt;br /&gt;Non riferisco i miei commenti per pudore nei vostri confronti. Dico solo che feci arrossire perfino Manganelli. Dall’esame dell’involucro i miei esperti della scientifica arrivarono alla conclusione che esso contenesse una caramella la quale, a sua volta, conteneva un estratto della terribile Infida-mastellaria.&lt;br /&gt;“Infida-mastellaria? Ma che roba è?” chiesi questa volta al nostro stimato Serbelloni.&lt;br /&gt;“E’ una pianta velenosa che si coltiva soprattutto a sud del nostro paese. Essa colpisce la parte destra o sinistra del cuore”.&lt;br /&gt;“Così, a suo piacimento?”.&lt;br /&gt;“Come le torna meglio. La morte è quasi istantanea”.&lt;br /&gt;“Non l’ho mai sentita nominare”.&lt;br /&gt;“Sono piante nuove, moderne, ma terribilmente letali”.&lt;br /&gt;E questo fu tutto, nel senso che non riuscimmo nemmeno questa volta a cavare un ragno dal buco. Ma non era finita lì. Passati più o meno quindici giorni, ecco un’altra tegola in testa. Questa volta non mi trovavo nel mio ufficio, me lo ricordo bene, ma a casa perché era domenica. Tra l’altro mi ero proposto di leggere qualcosa di divertente che mi tirasse un po’ su il morale, ma la mia ricerca si stava facendo vana. Nel senso che nessuna opera umoristica riusciva ad essere ad un livello più alto del mio tragico umore. La telefonata di Manganelli accentuò ancora di più il dislivello.&lt;br /&gt;“Capo…”.&lt;br /&gt;“Quante volte ti ho detto di non chiamarmi capo. E poi ti ricordo che di domenica…”.&lt;br /&gt;“Mi scusi, commissario, ma…ma…”.&lt;br /&gt;“Non mi dire che oltre al cervello ti si è incantata pure la lingua, anche se a pensarci bene non sarebbe un gran danno”.&lt;br /&gt;“Capisco il suo umore e proprio per questo cerco in tutti i modi di essere garbato”.&lt;br /&gt;“A Manganè, se fai così il tuo garbo è peggio di un vaffan….”.&lt;br /&gt;“Ho capito, commissario”.&lt;br /&gt;“Bravo”.&lt;br /&gt;“E’ stato trovato un morto”.&lt;br /&gt;“Un altro?”.&lt;br /&gt;“Un altro”.&lt;br /&gt;“E dove, se è lecito?”.&lt;br /&gt;“Al cinema”.&lt;br /&gt;“Anche i morti hanno diritto al loro passatempo”.&lt;br /&gt;“Vedo che l’ha presa bene”.&lt;br /&gt;“Benissimo. Se fossero stati due l’avrei presa anche meglio”.&lt;br /&gt;“Allora la sua non è lieve ironia ma un duro, feroce sarcasmo…”.&lt;br /&gt;“Dì pure una discreta incazzatura, se il termine non ti fa effetto”.&lt;br /&gt;“Nel modo più as…”.&lt;br /&gt;“Mangané!”.&lt;br /&gt;“Il morto è stato trovato al cinema Luxor”.&lt;br /&gt;“Sarò lì tra un minuto e sarà bene che ci sia anche te”.&lt;br /&gt;Arrivai al cinema che non c’era quasi nessuno. La cosa mi parve strana, ma poco dopo ne capii la ragione dal tipo di film che stavano proiettando. Trovai Manganelli già sul posto.&lt;br /&gt;“Sono già arrivato, come vede”.&lt;br /&gt;“Ti vedo, ti vedo. Allora, sai già cosa è successo?”.&lt;br /&gt;“Credo di sì, mi sono dato subito da fare. Alla fine del primo tempo del film. Vuole sapere il titolo?”.&lt;br /&gt;“Cosa vuoi che mi interessi il titolo, Manganelli. Vai al sodo, non tergiversare”.&lt;br /&gt;“Alla fine del primo tempo del film…”.&lt;br /&gt;“Lo hai già detto”.&lt;br /&gt;“…all’accendersi delle luci in sala un signore di una certa età ha lanciato un urlo. I pochi habitué…”. Gli lanciai un’occhiata decisa.&lt;br /&gt;“…Insomma quelli che di solito vengono a vedere questo genere di film…”.&lt;br /&gt;“Non fare il razzista. Oggi tutti vengono al cinema”.&lt;br /&gt;“Magari con le mogli ed i bambini”.&lt;br /&gt;“Con le mogli ed i bambini”.&lt;br /&gt;“Magari a vedere…a vedere…”.&lt;br /&gt;“A vedere che cosa, Manganelli. Oggi me la fai più lunga di Serbelloni e Rinesi messi insieme. A vedere che cosa?”.&lt;br /&gt;“…A vedere “Il randello dell’avvocato 2””. Rimasi di sasso, il randello mi aveva effettivamente colpito, ma non volli dargliela vinta.&lt;br /&gt;“Ma figurati, con quello che c’è in giro oggigiorno che cosa vuoi che sia il…&lt;br /&gt;“Il ran…”.&lt;br /&gt;“…quello lì…In ogni modo lasciamo perdere…De gustibus…”.&lt;br /&gt;“De che?”.&lt;br /&gt;“Fa niente Manganelli,…Piuttosto c’è ancora chi ha scoperto il cadavere?”. Il mio braccio destro fece un cenno di assenso con la testa.&lt;br /&gt;“Bene, sentiamo che cosa ha da dirci”. Lo “scopritore” era un tipo strano dagli occhiali spessi e dalla faccia mal rasata. Emanava anche un odore particolare che faceva a pugni con il profumo.&lt;br /&gt;“E’ lei quello che si è accorto del cadavere?”.&lt;br /&gt;“Sì, sono io”.&lt;br /&gt;“Ci dica quello che è successo”.&lt;br /&gt;“Era da poco finito il primo tempo di un film che ad essere sincero…”.&lt;br /&gt;“Lasci stare il film che già mi immagino come sia”.&lt;br /&gt;“Dunque si erano accese le luci, quando io mi alzo un po’ per sgranchirmi e girandomi butto lo sguardo su una persona alle mie spalle. E incomincio a gridare”.&lt;br /&gt;“E perché?”.&lt;br /&gt;“Ma perché, perché…lo può vedere anche lei…”.&lt;br /&gt;Vedendolo anche io riuscii a capire la ragione dell’urlo. Il disgraziato era un tal Ferdinando Falugi di sessanta anni, pensionato, abitante in via dei Pellai 3. Era seduto sulla poltrona con le braccia allargate e il viso leggermente rialzato verso l’alto. Quello che mi colpì era l’espressione terrorizzata ed i due occhi che quasi erano usciti dalle loro orbite.&lt;br /&gt;“Un bella vista, non c’è male. Possibile che sia l’effetto del film?” commentò Manganelli. Non era l’effetto del film ma, come ci spiegò più tardi il solito Serbelloni, della Larussitia-horribilis, un’altra pianta velenosa, che aveva mandato il Falugi all’altro mondo tra le diciotto e trenta e le diciannove, per mezzo di una caramella il cui involucro era stato rinvenuto ai piedi del medesimo.&lt;br /&gt;“Ancora una caramella?”.&lt;br /&gt;“Purtroppo, ancora”.&lt;br /&gt;“Ma siamo sicuri?”. Il Serbelloni non rispose, ma arrossì lievemente.&lt;br /&gt;“Facevo così per dire. E questa volta qual è l’effetto di questa Larussa…?”.&lt;br /&gt;“Larussitia”.&lt;br /&gt;“Di quella lì”.&lt;br /&gt;“Colpisce il nervo ottico e provoca un collasso nervoso”.&lt;br /&gt;“Come se si vedesse il diavolo in persona?”.&lt;br /&gt;“Più o meno, o forse più”.&lt;br /&gt;Rutella, mastellaria, larussitia… ma…ma questi nomi latinizzati derivano dai nostri uomini politici. O sbaglio?”.&lt;br /&gt;“Non sbaglia”.&lt;br /&gt;“Ma perché questa scelta così inusuale?”.&lt;br /&gt;“Perché questi nomi danno proprio l’idea degli effetti che possono provocare i veleni”.&lt;br /&gt;“Porc…la spiegazione non fa una grinza”.&lt;br /&gt;Nessuno degli habitué, come diceva il Manganelli, che erano presenti alla proiezione, riuscì a fornirci una pur misera indicazione sulla persona che, in qualche modo, si era avvicinata al povero Falugi. Il fatto, poi, che si fosse trovato un Cavallo bianco stretto nella sua mano sinistra, ad eccezione di una acuta diarrea al sottoscritto, non fornì nessun aiuto alle indagini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fabio Lotti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-8451037245709839084?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/10/il-secondo-ed-il-terzo-delitto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-6982387930362927650</guid><pubDate>Fri, 10 Oct 2008 21:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-10T23:45:00.956+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>puzzles</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Strategia e tattica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>strategia</category><title>Un puzzle per il weekend</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di solito si è abituati a risolvere problemi di natura tattica, eppure ci sono posizioni interessanti da analizzare che basano le loro soluzioni su posizioni di carattere posizionale. Cercate di risolvere il puzzle seguente. Per leggere la soluzione basta evidenziare lo spazio tra le parentesi. Muove il nero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO_MuG_Y4oI/AAAAAAAAB3M/NZk2hztRh38/s1600-h/Pos4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO_MuG_Y4oI/AAAAAAAAB3M/NZk2hztRh38/s320/Pos4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255644382687191682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Il nero deve impedire la spinta del pedone c del Bianco. Karpov giocò così 17...Tc4!? cedendo un pedone per bloccare le case chiare centrali. Si noti che dopo 18.Dxa7 Dc6 19.Da3 Tc8 l'alfiere bianco è privo di gioco attivo.&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-6982387930362927650?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/10/un-puzzle-per-il-weekend.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO_MuG_Y4oI/AAAAAAAAB3M/NZk2hztRh38/s72-c/Pos4.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-8318338805331448423</guid><pubDate>Thu, 09 Oct 2008 21:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-09T23:35:40.037+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Strategia e tattica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>strategia</category><title>Maggioranza  pedonale vincente</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Studiare le strutture pedonali è di vitale importanza per chi vuole migliorare la propria visione strategica. Inutile dire che le maggioranze/minoranze pedonali sono uno dei temi ricorrenti nei manuali che trattano l'argomento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capablanca - Alleati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lodz 1913&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO5y3Gbw2MI/AAAAAAAAB28/rQZ18IyuOoc/s1600-h/Pos2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO5y3Gbw2MI/AAAAAAAAB28/rQZ18IyuOoc/s200/Pos2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255264106133379266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La posizione è chiaramente vinta per il bianco per due motivi: la sua maggioranza pedonale sul lato di re è estremamente mobile e la pressione sulla colonna 'c' contro il pedone debole nero in c6 è potentissima. Ovviamente ci vuole un accurato gioco strategico per avere la meglio... e chi ci può mostrare come vincere magistralmente questa posizione se non il mitico Capablanca? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;29...f5&lt;/span&gt; Mossa forzata, bisogna impedire a tutti i costi la spinta f4-f5. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;0.Df3 Dd7 31.Rg3 Tf8 32.Da3 Ta8 33.Dc3 Tc8&lt;/span&gt; Serie di mosse che dimostra come il bianco può giostrarsela come vuole anche sul lato di donna. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;34.Dc2 Rg8 35.Rf3 fxg4+ 36.hxg4 Df7 37.Re3&lt;/span&gt; Mossa d'attesa. Spingere subito con 37.f5?? permette al nero di vincere piuttosto facilmente grazie alla manovra forzata 37...gxf5 38.gxf5 Dh5+ 39.Re3 Dg5+ 40.Rd3 dg3+ 41.Rd2 Th6. Adesso seguono una serie di mosse preparatorie piuttosto semplici da capire. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;37...Tf8 38.Tf1 Dd7 39.Dg2 De7 40.Tfc1 Tef6 41.Tf1 Rh8 42.Dc2 De8 43.Dh2 De7 44.Tf3 Te6 45.Rf2 a5 46.f5 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO5225M5wwI/AAAAAAAAB3E/Fjw9WuWGoaY/s1600-h/Pos3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO5225M5wwI/AAAAAAAAB3E/Fjw9WuWGoaY/s200/Pos3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255268500627899138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;46...gxf5 47.gxf5 Dg5 48.Df4 Txf5??&lt;/span&gt; Mossa buttata, probabilmente gli alleati si erano stufati di difendere una posizione persa. L'unica aternativa 48...Dh5 49.f6 Tg8 50.Tc1 lascia il bianco in posizione comunque vinta.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; 49.Dxf5 Dd2+ 50.Rf1 Tg6 51.Df8+ Tg8 52.Df6+ Tg7 53.Tg3 1-0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-8318338805331448423?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/10/maggioranza-pedonale-vincente.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SO5y3Gbw2MI/AAAAAAAAB28/rQZ18IyuOoc/s72-c/Pos2.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-3964895298836203321</guid><pubDate>Wed, 08 Oct 2008 17:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-10-08T19:31:04.130+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>i re degli scacchi</category><title>Anatolij Karpov</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.italiascacchistica.com/index.shtml"&gt;&lt;img src="http://img386.imageshack.us/img386/1108/logois21hj7.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Per la rubrica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;i re degli scacchi&lt;/span&gt;, pubblico un interessante articolo di Fabio Lotti su Karpov ,già apparso nella rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'Italia Scacchistica&lt;/span&gt;. Ricordo che questi articoli sono pubblicati in seguito ad accordi con l'editore; è quindi vietata la distribuzione o la vendita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SOztGLipQ0I/AAAAAAAAB20/gbIV6MlvQK0/s1600-h/Anatolij_Karpov.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SOztGLipQ0I/AAAAAAAAB20/gbIV6MlvQK0/s200/Anatolij_Karpov.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5254835555667624770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Trinets, Cecoslovacchia, 1967. Gli organizzatori di un torneo internazionale di scacchi attendono alla stazione il treno proveniente da Mosca. La Federazione sovietica, organismo onnipotente ma affetto da frequenti disguidi burocratici, ha promesso l'invio di due rappresentanti dell’URSS, in risposta all’invito cecoslovacco. Dal treno scendono due ragazzi poco più che quindicenni che si dirigono verso il luogo convenuto per l’appuntamento. Il più piccolo dei due, un ragazzino imberbe di corporatura gracile ma dal volto freddo e compassato, si presenta educatamente: "Buon giorno siamo inviati dalla Federazione sovietica per partecipare al vostro torneo giovanile". Gli organizzatori impallidiscono e uno di loro farfuglia: "Ma come, deve esserci un equivoco: il nostro non è un torneo giovanile, ma una importante manifestazione internazionale, con diversi fortissimi maestri!". E adesso chi glielo dice ai russi che hanno mandato due poveretti al macello? Il giovanottello non si scompone e replica: "Non preoccupatevi, farò in modo di vincere il torneo lo stesso, per non creare problemi a nessuno"(J. Estrin "La parola ai campioni del mondo", Prisma, Roma 1993, pag. 171). E la promessa è mantenuta. Karpov, l’esile fanciullo, si piazza primo e alle sue spalle, ex aequo, il suo amico Kupreickick. E' l’avvio di una grande avventura. All’inizio l’ho odiato, lo confesso. Un odio sportivo naturalmente, o meglio una specie di rancorosa irritazione per avere usurpato, così credevo, il trono  "abbandonato" di Fischer. Ebbi la netta sensazione di un furto perpetrato a danno dello scacchiamo occidentale, a cui il mitico Bobby (oggi un po’ meno mitico) aveva ridato dignità e splendore. Un impatto duro, estremamente negativo. Il suo aspetto, poi, contribuiva ad accrescere questa istintiva, superficialissima ed errata valutazione: tutto lindo, preciso, asettico, con una faccia da primo della classe in cui era difficile scorgere un qualche pur vago fremito di umana commozione. Il "ghiacciolo di Mosca" fu l’appellativo coniato (e allora mi parve azzeccatissimo) per esprimere la sua compassata e indecifrabile personalità. Il nostro Campione nasce a Zlatoust negli Urali il 23 maggio 1951 e fin da bambino, a quattro anni, incomincia a fare la conoscenza di Re e Regine sotto la guida premurosa del padre. E' fatta, il destino è compiuto. Il ragazzo promette bene, il grande Botvinnik lo prende sotto le sue ali e lo fa crescere. A quindici anni diventa Maestro. Poi traccheggia un po' ma nel 1970 si laurea Grande Maestro. Ha inizio la sua strepitosa carriera: primo al torneo di Mosca del 1971 e poi ad Hastings, a San Antonio, a Leningrado e a Madrid negli anni successivi. Il 1974 è un anno particolare perché iniziano gli incontri per il torneo dei Candidati al titolo mondiale detenuto dall’americano Robert Fischer. Non è per Karpov una passeggiata dovendo affrontare tipetti come Polugaevskij, Spassky e Korchnoj. Soprattutto con il terribile Victor la lotta è particolarmente agguerrita. Si qualifica chi per primo vince cinque partite, oppure chi è in vantaggio di punti dopo ventiquattro partite. L’inizio è travolgente. Karpov riesce a distanziare l’avversario di tre punti, poi crolla, perde due incontri quando mancano solo tre partite alla fine. Con uno sforzo sovrumano si riprende e riesce a mantenere il vantaggio. Diventa lo sfidante di Fischer, l’americano che ha sbalordito il mondo scacchistico per la sua forza, per la sua straordinaria abilità. Molti lo danno perdente come Boris Ivkov che non lo ritiene ancora maturo, ma c’è anche chi ha fiducia in lui dato che il campione del mondo in carica da tre anni si è astenuto dal gioco competitivo tanto che Taimanov dichiara che "Fischer non può più essere lo stesso giocatore di un tempo". Poi si sa come andò a finire: le richieste impossibili dell’americano, la sua rinuncia al titolo che lasciò l’amaro in bocca a tanti suoi ammiratori, e quella specie di malumore verso Karpov che ho spiegato all’inizio. Anatolij, comunque, a dispetto di tutto e di tutti, diventa a ventitre anni il nuovo campione del mondo e onora in seguito il titolo con una serie impressionante di vittorie nei più forti tornei internazionali, tanto da far zittire anche i critici più stizzosi e accaniti. Che non la smettono, però, di punzecchiarlo di tanto in tanto per il gioco fatto (così dicevano) di passaggi stretti, di manovre lente, una specie di tic toc della scacchiera che muove la bocca allo sbadiglio. Intanto Korchnoj sta fremendo, se l'è legata al dito la sconfitta, colpa dei burocrati della Federazione che hanno fatto di tutto perché lo sfidante di Fischer fosse Karpov. Vuole la rivincita in ogni modo e ogni maniera "Rincorrerò Karpov per mare e per terra e lo inchioderò davanti alla scacchiera" dichiara ai quattro venti. Nella selezione dei Candidati fa fuori Petrossian, Polugaevskij e Spassky. Poi il match di Bagujo nelle Filippine nel 1978 finito +6=21-5 a favore di Karpov dopo una lotta durissima che non risparmia colpi di scena come l'apparizione nella sala da gioco di uno parapsicologo che avrebbe influito negativamente sul gioco dello sfidante. Dal 1979 al 1981 Karpov vince sette tornei di XV categoria. Tanto per gradire. Nel 1981 respinge ancora Korchnoj a Merano, questa volta più facilmente con un eloquente +6=10-3. Ma è in arrivo l’astro nascente Kasparov, il "ciclone" Kasparov con tutta la freschezza e la baldanza di un guerriero romantico. Nel torneo dei Candidati elimina facilmente Beljavskij, Korchnoj e il vecchi Smyslov. Ora davanti a lui non rimane che Karpov. A Mosca alle ore diciassette del 10 settembre 1981 ha inizio la prima partita. "Questo match, per la statura dei contendenti, è paragonabile ai più importanti avvenimenti di questo secolo, le sfide Alechine-Capablanca del 1927 e Fischer-Spassky del 1977" dichiara l’arbitro Gligoric. Il confronto è equilibrato ma non sono pochi quelli che prevedono una specie di vendemmia da parte dello sfidante. Come può la grigia Programmazione resistere alle bordate micidiali della Fantasia? Eppure dopo soli nove incontri Karpov conduce +4=5. Pare che abbia trovato il modo di imbrigliare il suo frenetico avversario che non riesce a far funzionare a dovere la sua Tarrasch con il nero nella apertura di Donna. Anzi, con questo sistema difensivo prende botte da orbi. Tutto facile? Niente affatto: dopo ventisei incontri +4=22, dopo quarantasei +5=40-1. Kasparov è in rimonta. Il 15 febbraio la situazione è +5=40-3. Il match si trasforma in una telenovela, o meglio in una maratona dove non si vede l’arrivo. Per diventare Re degli scacchi occorre totalizzare sei vittorie. I contendenti sono in apnea e hanno l’occhio in trasferta dell’ubriaco. Si prevede un crollo improvviso di Karpov che pare quello più suonato. E qui l’evento inatteso. Il Presidente della Fide Campomanes ferma il match. Polemiche a non finire. Il gesto viene visto come il tentativo di voler salvare il campione del mondo stretto all’angolo. Si prepara un nuovo incontro su ventiquattro partite per il novembre 1985 da effettuarsi ancora a Mosca. Il tifo si divide, ma non certo in parti uguali. La maggioranza degli scacchisti, almeno quella occidentale, va in brodo di giuggiole per Kasparov e fa le linguacce quando si parla del "ghiacciolo di Mosca". Karpov perde di stretta misura +3=16-5 e di nuovo è costretto alla resa nel terzo incontro del 1986 svoltosi tra Londra e Leningrado: +4=15-5, per un soffio! L’anno successivo è ancora lo sfidante ufficiale dopo aver battuto Sokolov +4=7. Questa volta è completa parità +4=16-4 ma, secondo i nuovi accordi, il titolo resta a Kasparov che già lo detiene. In questi quattro incontri su 120 partite il risultato è +16=87-17, una differenza di un solo punto. Incredibile! Ma non è finita qui. In qualità di sfidante sconfitto Karpov viene ammesso di diritto ai quarti di finale successivi. Sbarazzatosi di Hjartarson, Jussupov (il più coriaceo), e Timman, per la quinta volta consecutiva i due formidabili K sono l’uno di fronte all’altro, prima a New York e poi a Lione con l’occhio grifagno certo ma anche (mi immagino) con l’aria un po' scocciata e depressa di chi si vede davanti sempre la stessa faccia. Ancora una volta Karpov perde di misura con undici punti e mezzo contro i dodici e mezzo di Kasparov. Questo è, se Dio vuole, il loro ultimo incontro. Nel 1993 Kasparov, come sappiamo, in rotta con la Fide pensa bene di organizzare un suo mondiale e Karpov si ritrova ancora una volta senza muovere foglia campione del mondo. Da qui è iniziato un lento, decoroso declino. Ma come è veramente Karpov? Studente modello, laureato all’Università di Leningrado in Scienze economiche, lettore accanito e accanito collezionista di francobolli. Il primo impatto con lui è positivo "A chi lo incontra per la prima volta appare subito simpatico, soprattutto per i suoi occhi vivi e penetranti, che ne tradiscono la grande intelligenza. Poi il suo modo di fare, cortese e un po’ impacciato, contribuisce ad accattivargli molte simpatie" dichiara Adolivio Capece che lo conobbe per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Skopie nel 1977 poco dopo il match Fischer-Spassky (A. Capece "Le più belle vittorie del campione mondiale di scacchi Anatolij Karpov", Feltrinelli, Milano 1975). Il giudizio personale, così come quello di tanti amanti della ninfa Caissa nei confronti del Nostro è ora diverso, la prima negativa impressione ha lasciato il posto ad una valutazione più ponderata e riflessiva, sia nei riguardi della persona che del suo gioco. Oggi, di fronte ai piani di battaglia in cui regna assoluto il Rischio e l’Avventura, tutti tesi a imitare l’inimitabile, a realizzare impossibili tatticismi e combinazioni, si sente il bisogno di ritornare ad una strategia meno violenta, più studiata, più sensibile e razionale, a quelle mosse imprevedibili, falsamente grigie ed incolori che sprigionavano la loro tremenda energia solo dopo un lungo cammino. Al gioco del grande Karpov insomma, arcano e superbo come il responso delle antiche Sibille.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fabio Lotti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-3964895298836203321?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/10/anatolij-karpov.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SOztGLipQ0I/AAAAAAAAB20/gbIV6MlvQK0/s72-c/Anatolij_Karpov.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-6861129252047892037</guid><pubDate>Tue, 09 Sep 2008 14:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-09T16:25:55.685+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partite</category><title>Bilbao 2008: Carlsen al comando!</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMaGyKLBbeI/AAAAAAAAB2s/MAMnAdtePj0/s1600-h/bilbao063.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMaGyKLBbeI/AAAAAAAAB2s/MAMnAdtePj0/s400/bilbao063.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5244027012401688034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto Nadja Woisin, Chessbase.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quanto pare Magnus non si è accontentato di aver battuto Levon Aronian con i neri... si è dovuto prendere il punto anche con i bianchi! Grazie a questa brillante vittoria, Magnus passa al comando nella classifica, distanziando di un punto Veselin Topalov che ha pattato la sua partita con Radjabov dopo 73 mosse. Niente da dire sulla Ivanchuk - Anand, patta veloce veloce in sole 32 mosse. Di seguito gli abbinamenti del settimo turno:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Magnus Carlsen - Vassily Ivanchuk &lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-carlsen-ivanchuk-live"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Commenta il GM Dimitrov&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Levon Aronian - Veselin Topalov&lt;br /&gt;Teimour Radjabov - Vishy Anand&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;Diretta&lt;/a&gt; (a partire dalle 17:00).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-6861129252047892037?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-carlsen-al-comando.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMaGyKLBbeI/AAAAAAAAB2s/MAMnAdtePj0/s72-c/bilbao063.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-4100699868663595267</guid><pubDate>Mon, 08 Sep 2008 13:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-08T15:40:18.899+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partite</category><title>Bilbao 2008: Di nuovo tutte patte</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non cambia la classifica dopo le tre patte del quinto turno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table class="table-full" width="422"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt;&lt;strong&gt;Player&lt;/strong&gt;          &lt;/td&gt;&lt;td width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;games &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;wins &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;draws               &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;losses &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;points &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td&gt;Veselin Topalov&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;2&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;3&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;0&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;9&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt;Magnus Carlsen &lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;2&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;2&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;8&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td&gt;Levon Aronian&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;3&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;6&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr bgcolor="#f5f1d3"&gt;          &lt;td&gt;Vishy Anand&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;0&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;4&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;4&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td&gt;Teimur Radjabov &lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;0&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;4&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;4&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt;Vassily Ivanchuk &lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;5&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;0&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;4&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;1&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;         &lt;td bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;4&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi scuso per l'assenza dei report "tencici" ma in questo periodo ho un mucchio di cose da fare e non riesco a seguire l'evento come vorrei. Cercherò di pubblicarne uno che riassuma i momenti migliori del toreno il prima possibile. Oggi inizia il primo turno del "girone di ritorno". Vediamo gli abbinamenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vassily Ivanchuk - Vishy Anand&lt;br /&gt;Veselin Topalov - Teimour Radjabov&lt;br /&gt;Magnus Carlsen - Levon Aronian &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-carlsen-aronian-live"&gt;Commenta il GM Dimitrov&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti gli incontri possono essere seguiti in diretta a partire dalle 17:00 cliccando &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-4100699868663595267?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-di-nuovo-tutte-patte.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-5002748201552578122</guid><pubDate>Sat, 06 Sep 2008 12:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-06T15:10:37.849+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><title>Bilbao 2008: Ancora Topalov!</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anand che abbandona dopo sole 25 mosse non capita tutti i giorni... Topalov mantiene così la vetta della classifica con 8 punti, Carlsen batte Radjabov guadagnando altri 3 punti  importantissimi, mentre Aronian riesce a rientrare in zona podio grazie ai 3 punti guadagnati in seguito alla sua vittoria contro Chuky. Dopo 4 turni la situazione è la seguente:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;table class="table-full" width="422"&gt;     &lt;tbody&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt;&lt;strong&gt;Player&lt;/strong&gt;          &lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: left;" width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;games &lt;/strong&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: left;" width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;wins &lt;/strong&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: left;" width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;draws               &lt;/strong&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: left;" width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;losses &lt;/strong&gt;         &lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: left;" width="50" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;points &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;"&gt;Veselin Topalov&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 2&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 2&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 0&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; &lt;strong&gt;8&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt;Magnus Carlsen &lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 2&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;7&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;"&gt;Levon Aronian&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 2&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; &lt;strong&gt;5&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr bgcolor="#f5f1d3"&gt;          &lt;td style="text-align: left;"&gt;Vishy Anand&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 0&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 3&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt; &lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;"&gt;Teimur Radjabov &lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt;4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt;0&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt;3&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt;1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;       &lt;tr&gt;          &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt;Vassily Ivanchuk &lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 4&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 0&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 3&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; 1&lt;/td&gt;         &lt;td style="text-align: left;" bgcolor="#f5f1d3"&gt; &lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;       &lt;/tr&gt;     &lt;/tbody&gt;   &lt;/table&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche oggi previsti gran begli incontri tutti da seguire in diretta cliccando &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Vassily Ivanchuk - Veselin Topalov&lt;br /&gt;Vishy Anand - Magnus Carlsen &lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-anand-carlsen-live"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Commentata dal GM Dimitrov&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Teimour Radjabov - Levon Aronian&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A domani per gli highlights del torneo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-5002748201552578122?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-ancora-topalov.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-3904518753969622635</guid><pubDate>Fri, 05 Sep 2008 14:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-05T16:50:46.265+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partite</category><title>Bilbao 2008: Topalov passa in testa!</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMFF_jcg1QI/AAAAAAAAB2k/8jrC1zpky3A/s1600-h/bilbao042.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMFF_jcg1QI/AAAAAAAAB2k/8jrC1zpky3A/s400/bilbao042.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5242548399384876290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Foto di Nadja Woisin, Chessbase.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'erroraccio di Carlsen 21.Cd2 permette a Topalov di guadagnare un pedone e, infine, di vincere la partita, passando in testa al torneo con 5 punti! Le altre due partite sono finite in parità. A mezz'ora dell'inizio del quarto turno la classifica è la seguente: V. Topalov 5 punti, M. Carlsen 4 punti, V. Anand 3 punti, V. Ivanchuk 3 punti, T. Radjabov 3 punti e Aronian ancora ultimo a 2 punti. Gli abbinamenti del quarto turno sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L. Aronian - V. Ivanchuk&lt;br /&gt;M. Carlsen - T. Radjabov &lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-carlsen-rajabov-live"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Commentata dal GM Dimitrov&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;V. Topalov - V. Anand&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Potete seguire tutte le partite in diretta cliccando &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-3904518753969622635?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-topalov-passa-in-testa.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SMFF_jcg1QI/AAAAAAAAB2k/8jrC1zpky3A/s72-c/bilbao042.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-3129075202994617772</guid><pubDate>Thu, 04 Sep 2008 13:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-04T15:47:24.579+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partite</category><title>Bilbao 2008: Risultati del secondo turno e abbinamenti del terzo</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL8HEh1_PLI/AAAAAAAAB2c/vF2WICFC63k/s1600-h/bilbao028.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL8HEh1_PLI/AAAAAAAAB2c/vF2WICFC63k/s400/bilbao028.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241916265668230322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un Carlsen concentrato durante la sua partita contro Aronian (foto di Nadja Woisin, Chessbase)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ci sono da segnalare particolari capovolgimenti in classifica: Magnus conduce sempre con due punti di vantaggio dai secondi, mentre Aronian è terzo a 1 punto. Tutte le partite sono finite in parità. Potete rileggere il commento della Chuky - Carlsen a cura del GM Vladimir Dimitrov cliccando &lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-ivanchuk-carlsen-live"&gt;qui&lt;/a&gt;. Per quanto riguarda i report, faremo il punto della situazione domani sera al termine del terzo turno. Inutile dire che se volete contribuire in qualche modo ai contenuti per quanto riguarda il torneo di Bilbao... io sono qui!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto ecco gli abbinamenti di domani:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;T. Radjabov - V. Ivanchuk&lt;br /&gt;L. Aronian - V. Anand&lt;br /&gt;M. Carlsen - V. Topalov &lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-carlsen-topalov-live"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Commentata dal GM Dimitrov&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potete seguire tutte le partite in diretta a partire dalle 17.00, ora italiana, cliccando &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_F0h-UwKAXg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_F0h-UwKAXg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-3129075202994617772?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-abbinamenti-del-secondo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL8HEh1_PLI/AAAAAAAAB2c/vF2WICFC63k/s72-c/bilbao028.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-3215522005550429179</guid><pubDate>Wed, 03 Sep 2008 09:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-03T11:11:15.914+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><title>Bilbao 2008: Carlsen batte Aronian</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima giornata di questo categoria XXII (media elo 2775.6!!!) si è chiusa con due pareggi poco emozionanti e la vittoria di Carlsen ai danni di Aronian in un finale Donna + Torre raggiunto proprio da quest'ultimo sacrificando un pedone. Il giovane talento norvegese è quindi in testa alla classifica con 3 punti. Seguono Radjabov, Ivanchuk, Topalov e Anand ad 1 punto, chiude Aronian a 0. Report completo a seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-3215522005550429179?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-carlsen-batte-aronian.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-8209548022951832276</guid><pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-02T16:01:14.643+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>bilbao 2008</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partite</category><title>Bilbao 2008: Ultime info e abbinamenti del primo turno</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL1GyJJfAFI/AAAAAAAAB2U/OHm0IVv8Ank/s1600-h/bilbao006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL1GyJJfAFI/AAAAAAAAB2U/OHm0IVv8Ank/s400/bilbao006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5241423368592228434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo la cerimonia di apertura di ieri, eccoci giunti alla prima giornata del torneone di Bilbao. &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_participantes.asp"&gt;Sei super GM&lt;/a&gt; di primo piano si daranno battaglia in quel di Plaza Nueva dal 2 al 13 settembre. Per la prima volta un torneo di così grande livello si disputerà all'aperto, nel già sperimentato "acquario" voluto da Silvio Dainalov a Sofia. Novità assoluta per un supertorneo è il sistema di punteggio, ripreso dal calcio, con l'intenzione di scoraggiare le patte veloci: ben 3 punti per la vittoria, 1 per la patta e 0 per la sconfitta. Ma vediamo gli abbinamenti del primo turno:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;V. Anand - V. Ivanchuk&lt;br /&gt;T. Radjabov - V. Topalov&lt;br /&gt;L. Aronian - M. Carlsen &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://tournaments.chessdom.com/bilbao/grand-slam-aronian-carlsen-live"&gt;Commenta il GM Dimitrov&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Potete seguire tutte le partite in diretta cliccando &lt;a href="http://www.bilbaofinalmasters.com/en_retransmision.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;. L'inizio è previsto per le ore 17.00. Buon divertimento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-8209548022951832276?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/09/bilbao-2008-ultime-info-e-abbinamenti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SL1GyJJfAFI/AAAAAAAAB2U/OHm0IVv8Ank/s72-c/bilbao006.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-4221527005441038602</guid><pubDate>Fri, 22 Aug 2008 14:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-22T21:55:17.181+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>finali</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>teoria dei finali</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>studistica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>dagli archivi di TeCS</category><title>Semplicità e complessità nei Finali di Torre</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.messaggeroscacchi.it/"&gt;&lt;img src="http://img399.imageshack.us/img399/1169/logo2rr2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo ottimo articolo sui finali scritto a quattro mani dalla GMf Elena Sedina e dal Maestro Alexej Kosikov (pubblicato nel numero di maggio 2001 della rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Torre &amp;amp; Cavallo Scacco!&lt;/span&gt;), terminano gli aggiornamenti di agosto causa vacanza. Ci risentiremo direttamente a settembre per l'attesissimo super torneo di Bilbao. Non mi resta che augurarvi un buon fine agosto salutandovi con l'articolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semplicità e complessità&lt;br /&gt;nei Finali di Torre&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;del gmf Elena Sedina e del m Alexej Kosikov&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, è difficile immaginare uno scacchista ad alto livello senza la necessaria abilità nel giocare i finali e senza avere sviluppato la tecnica della realizzazione del vantaggio materiale o posizionale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perchè bisogna conoscere il finale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sarebbe possibile nel corso del perfezionamento sportivo puntare solamente alla preparazione delle aperture, alla tattica e alla strategia del mediogioco, cercando di colpire l'avversario subito dall'inizio della partita, senza arrivare in finale? Si, si potrebbe fare così ma solo a condizione che non si ponga come scopo di aumentare la propria forza di gioco oltre il livello delle categorie nazionali. Per raggiungere la classe superiore è necessario lavorare seriamente anche sui finali per i seguenti motivi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Il finale è l'ultimo e conclusivo stadio della partita a scacchi. Tanti di noi potrebbero ricordare dolorosi episodi dalla propria pratica scacchista quando una partita giocata in maniera eccellente in mediogioco è stata sprecata in finale! Non è difficile nominare tanti scacchisti, compresi Grandi Maestri sia dell'epoca moderna che del passato, che non sono riusciti a conseguire grandi successi a causa del loro scarso livello di gioco in finale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La forza di gioco dello scacchista, il livello della sua comrensione degli scacchi, dipende non solo dalla sua capacità di valutare con precisione la situazione sulla scacchiera ma anche dall'abilità di prevedere lo svolgimento degli avvenimenti futuri legati anche ai possibili cambi dei pezzi e, come conseguenza, al trasferimento della partita in finale. Dopotutto è chiaro che il "finale-fantasma" influenza l'andamento del combattimento sono solo nel mediogioco, ma addirittura già in apertura.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Agli stadi iniziali del perfezionamento scacchistico il fattore determinante della valutazione della posizione è semplicemente "la quantità delle Donne" sulla scacchiera e quindi quasi sempre il destino della partita viene deciso in apertura o in mediogioco. Ma con l'aumento della maestria scacchistica i finali capitano sempre più spesso e ai livelli di Maestri o Grandi Maestri il più piccolo indebolimento della posizione che si sfrutta in finale, può diventare decisivo.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;Quali sono le particolarità del finale che lo distinguono dal mediogioco?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Il fattore determinante è la relativa sicurezza del Re e quindi la possibilità della sua centralizzazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La quantità dei pezzi sulla scacchiera è limitata. Questo comporta l'estrema necessità della loro attivazione (compresa la centralizzazione del re).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il ruolo dei pedoni in finale aumenta.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La maggiore importanza del tempo e quindi la necessità del calcolo preciso delle varianti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Aumenta il ruolo delle "sottigliezze", dei più insignificanti cambi nella posizione. Di conseguenza ogni finale esige, di regola, una valutazione concreta. Le ragioni generali spesso risultano sbagliate.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In che cosa si rivela la specificità dei finali di Torre che li distingue da tutti gli altri tipi di finali? Per diverse ragioni, soprattutto i finali di Torre richiedono molto studio. In primo luogo, essi succedono più spesso. Nella maggior parte delle aperture i pezzi leggeri e le Donne "contattano" subito (e, come risultato, vengono cambiati presto) mentre le Torri iniziano a giocare dopo, quando le colonne vengono aperte. In secondo luogo, i finali di Torre contengono tante posizioni teoriche (posizioni con quantità di pedoni ridotta), la cui conoscenza è assolutamente necessaria, mentre in altri tipi di finali le posizioni teoriche spesso sono molto semplici o comunque risolvibili con metodi generali. E, principalmente, tanti finali di Torre sembrano molto semplici, ma quasi sempre gli studi più profondi rivelano delle risorse nascoste. Dietro l'apparente semplicità molto spesso si nascondono delle complicazioni. Bisogna stare attenti a non essere superficiali, valutando i finali di Torre!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6FNc3NdII/AAAAAAAAB08/F3Fzjen4E4k/s1600-h/diagramma+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6FNc3NdII/AAAAAAAAB08/F3Fzjen4E4k/s200/diagramma+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237269882811020418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;diagramma 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6FcKy7-OI/AAAAAAAAB1E/fc4D0aDx8LY/s1600-h/diagramma+2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6FcKy7-OI/AAAAAAAAB1E/fc4D0aDx8LY/s200/diagramma+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237270135659296994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;diagramma 2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Date uno sguardo a queste due posizioni. Sono simili come due gocce d'acqua mentre la loro valutazione è completamente diversa. Prima di leggere gli ulteriori commenti cercate di decidere da soli quale delle due è vinta per il Bianco e quale invece è patta. Probabilmente avrete capito che nella posizione del diagramma 1 il Bianco non riesce a vincere: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.Rf4 Ta4+ 2.Re5 Ta5+ 3.Rd6 Ta6+ 4.Rc7&lt;/span&gt; 4.Rc5 Ta7 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4...Ta7+ 5.Rc6 Ta8 6.Rb7 Tf8 7.Rc7 Ta8&lt;/span&gt; il Bianco non può vincere. Anche altre continuazioni non cambiano la valutazione: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.Tf4 Tb8 2.Ta4 Tb5&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.f7 Tf8 2.Tf6+ Rg7 3.Rh5&lt;/span&gt; 3.Rf5 Tf7 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3...Th8+ 4.Th6 Txh6+&lt;/span&gt;. Nella posizoone 2 il Bianco vince semplicemente continuando con 1.Te1 Ta4+ 2.Te4 Ta6 3.Te6+ Txe6 4.fxe6.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come studiare i finali?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Possiamo raccomandare alcune forme di studio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Soprattutto l'analisi delle  proprie partite ("conosci te stesso e tu conoscerai la verità"). Ad ogni scacchista sicuramente è capitato di giocare tanti finali interessanti. Analizzandoli con cura e studiandoli si può non solo trovare gli errori ma anche arrivare alle conclusioni importanti per la comprensione dei finali in generale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lo studio dei finali istruttivi giocati dai migliori scacchisti moderni e del passato. Le partite commentate non solo tramite le varianti ma soprattutto verbalmente acquisiscono qui un valore particolare. Bisogna sottolineare, però, la necessità di elaborare l'atteggiamento critico, di sviluppare il proprio punto di vista, che in alcuni casi potrebbe non essere identico a quello del commentatore.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lo studio della letteratura scacchistica specializzata, per esempio "I finali negli scacchi di Averbakh, "La teoria dei finali di torre" di Smyslov e Levenfish, la Jugoslava "Enciclopedia dei finali" etc. Lavorando con tali volumi è importante non "annegare" nel flusso d'accumulata informazione ricordando che alla fine conta non tanto la quantità delle posizioni memorizzate quanto il contributo dato al proprio sistema delle conoscenze dei finali. La risoluzione degli studi. Un lavoro sistematico con la composizione scacchistica permette di: a) aumentare il volume delle posizioni teoriche (con le quali spesso finiscono le varianti principali e secondarie negli studi) già conosciute. b) approfondire la conoscenza dei principali metodi di gioco nei finali. c) perfezionare la tecnica del calcolo delle varianti, le capacità analitiche.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel seguente diagramma, trovate la soluzione da soli, poi controllate se la vostra risposta è corretta. Siate perseveranti nella ricerca della soluzione!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6MR7NQpeI/AAAAAAAAB1M/O1lFWoL3Bck/s1600-h/diagramma+3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6MR7NQpeI/AAAAAAAAB1M/O1lFWoL3Bck/s200/diagramma+3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237277656257439202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;V. Chehover&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Bianco si salva nel modo inaspettato: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.Rf8!! d2&lt;/span&gt; Dopo 1...e2 2.Te7 Rd1 3.f5 il pedone arriverà fino a f7 raggiungendo la posizione di patta teorica. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.Td7 e2 3.Txd2+! Rxd2 4.f5 e1=D 5.f6&lt;/span&gt; e la sfortunata disposizione del Re e della Donna del Nero permette al bianco di portare il pedone in f7, raggiungendo la patta teorica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A cosa serve risolvere studi come questo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;Si allarga il volume delle posizioni teoriche già conosciute (la posizione finale della soluzione).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si sviluppa la fantasia (la mossa 1.Rf8!! non è del tutto evidente).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si elabora la capacità di approfondire l'analisi (a prima vista il problema sembra irrisolvibile).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa, esattamente, bisogna conoscere sui finali?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La comprensione profonda di un finale di un qualsiasi tipo si basa sui quattro fondamenti:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;La conoscenza dei finali teorici.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La precisione nel calcolo delle varianti.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lo studio dei tipici metodi di gioco.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'analisi delle posizioni da giocare (non teoriche).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I finali teorici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti i finali negli scacchi possono essere divisi in due categorie: finali teorici e finali da giocare. I finali con la quantità limitata dei pezzi sulla scacchiera (di regola fino a 7), la valutazione dei quali è esatta e può essere definita immediatamente senza alcun calcolo delle varianti, sono considerati teorici. L'allargamento delle conoscenze delle posizioni teoriche facilita le ricerche delle soluzioni nelle posizioni di gioco difficili, mentre l'ignoranza in questa materia può provocare situazioni indesiderate o addirittura imbarazzanti. Ancora nel 1906 S. Tarrasch analizzò una delle posizioni chiave per tutta la teoria dei finali di torre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6STL0W35I/AAAAAAAAB1U/WxBu0s7Idb4/s1600-h/diagramma+4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6STL0W35I/AAAAAAAAB1U/WxBu0s7Idb4/s200/diagramma+4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237284274966028178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;S. Tarrasch, 1906&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mossa al Nero. Il nero raggiunge la patta continuando con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1...Ta7+&lt;/span&gt; Perde 1...Ta8 2.Tg1+ oppure 1...Tg2 2.Re8 seguito da 3.e7. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.Td7&lt;/span&gt; 2.Rd6 Rf8; Rd8 Rf6 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2...Ta8!&lt;/span&gt; La più precisa, ma per pattare sono sufficienti quasi tutte le altre mosse della Torre nera sulla colonna 'a'. Per esempio, 2...Ta1 (o addirittura 2...Ta5) 3.Re8+ Rf6 4.e7 Re6 5.Rf8 Tf1+ 6.Re8 Ta1 con parità. Perde solo la mossa 2...Ta6?? 3.Re8+ Rf6 4.e7, e il Nero è rovinato a causa della mancanza dello scacco sulla colonna 'f'. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.Td8&lt;/span&gt; Dopo 3.Rd6 Rf8 la patta è evidente. Su 3.Tb7 (o 3.Tc7) è più semplice per il Nero continuare con 3...Rg6 4.Rd7 Rf6 5.e7 Rf7. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3...Ta7+!&lt;/span&gt; Qui la mossa 3...Ta1? perdeva dopo 4.Re8 e 5.e7. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4.Rd6 Ta6+ 5.Re5 Ta5+! 6.Td5 Ta8 7.Td7+ Rg6!&lt;/span&gt; con parità. E ora vediamo il finale di una partita giocata 23 anni dopo da scacchisti che non hanno bisogno di nessuna raccomandazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capablanca - Mencik&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hastings, 1929-1906&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6U-dY4aEI/AAAAAAAAB1c/sK1IZfK8G-g/s1600-h/diagramma+5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6U-dY4aEI/AAAAAAAAB1c/sK1IZfK8G-g/s200/diagramma+5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237287217440254018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo la stessa posizione di Tarrasch spostata di una verticale, il che non cambia niente. Il finale di questa partita sarebbe stato di nessun interesse se almeno uno degli avversari avesse dimostrato la conoscenza dell'analisi di Tarrasch. La partita è andata così: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1...Ta6??&lt;/span&gt; 1...Tb8!; 1...Tb4 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.Tb7?&lt;/span&gt; 2.Rf8+ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2...Ta8! 3.Te7 Ta6?? 4.Rf8+ Rg6&lt;/span&gt; Perdeva anche 4...Rh8 dopo 5.f7 Ta8+ 6.Te8 Ta7 7.Te1 (è possibile anche Td8 seguito da Re8) 7...Ta8+ 8.Re7 Ta7+ 9.Rf6. Ma la "commedia degli errori" non è finita qui... &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5.f7 Ta8+ 6.Te8 Ta7 7.Te6+ Rh7 8.Re8??&lt;/span&gt; Il modo più semplice per vincere è il seguente: 8.Te1 Ta8+ (se 8...Rg6 9.Rg8) 9.Re7 Ta7+ (se 9...Rg7 10.f8=D+) 10.Rf6 Ta6+ 11.Te6 Ta8 12.Te8 Ta6+ 13.Re5 Ta5+ 14.Rd4. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8...Ta8+ 9.Re7 Ta7+??&lt;/span&gt; Dopo 9...Rg7 10.Ta6 Tb8 11.Ta7 Tf8 (11...Tc8) si sarebbe di nuovo verificata la posizione di parità. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;10.Rf6&lt;/span&gt; e il Nero abbandona. Invece la posizione seguente fu giudicata erroneamente persa per il Nero da Tarrasch.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6X3l6xUzI/AAAAAAAAB1k/_t6a9hl5UhY/s1600-h/diagramma+6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6X3l6xUzI/AAAAAAAAB1k/_t6a9hl5UhY/s200/diagramma+6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237290398005678898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Tarrasch 1909&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mossa al Nero. Tarrasch argomentò la sua valutazione con i seguenti ragionamenti. Dopo 1.a7 si verifica, senza dubbio, la posizione di patta. Il Nero fa le sue mosse d'attesa con la torre sulla colonna 'a' oppure con il Re (solo sulle case g7 e h7), e quando il Re bianco farà il tentativo di liberare la Torre a8 giocando Rb6 (b7) allora la Torre nera darà qualche scacco obbligando il Re del Bianco ad allontanarsi dal pedone dopodiché tornerà di nuovo sulla 'a'. Però con il pedone in a6 la situazione non è così chiara. Il tentativo del Re nero di avvicinarsi al pedone del Bianco non è reale: la colonna 'e' è "minata". Non appena il Re nero occupasse la casella e7 (o e6), il Bianco giocherebbe immediatamente a7 minacciando Th8 e a quel punto al Nero mancherebbe un tempo, vuoi per tornare in g7 vuoi per avvicinarsi al pedone bianco. Il comportamento passivo del nero permetterà invece al Bianco di introdursi in a7 con il Re (ecco perchè il pedone va tenuto in a6) e, di conseguenza, liberare la torre bianca con la mossa Tb8 seguita da promozione imparabile. Ecco, ad esempio, la variante citata da Tarrash per confermare la vittoria del bianco: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1... Rf7 2.Rf3 Ta4 3.Re3 Rg7 4.Rd3 Rf7 5.Rc3 Rg7 6.Rb3 Ta1 7.Rb4 Rf7 8.Rb5 Tb1+&lt;/span&gt; Se 8...Ta2 9.Td8 Re7 10.Td4 Ta1 11.Ta4 Tb1+ 12.Ra5, oppure 9...Tb2+ 10.Rc6 Tc2+ 11.Rb7 Tb2+ 12.Ra7 Re7 13.Tb8 vincendo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9.Rc6 Tc1+ 10.Rb7 Tb1+ 11.Ra7 Re7 12.Tb8 Ta1 13.Rb7 Tb1+ 14.Ra8 Ta1 15.a7 Rd6&lt;/span&gt; 15...Rd7 16.Rb7 Tb1+ 17.Ra6 Ta1+ 18.Rb6 Tb1+ 19.Rc5 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;16. Rb7 Tb1+ 17.Rc8 Tc1+ 18.Rd8 Th1 19.Tb6+ Rc5 20.Tc6+ Rb5&lt;/span&gt; 20...Rd5 21.Ta6 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;21.Tc8 Th8+ 22.Rc7 Th7+ 23.Rb8&lt;/span&gt; e il Bianco vince. V. Rauser e I. Rabinovich non accettarono questa analisi; successivamente la stessa posizione fu dettagliatamente studiata da P. Romanovskij. Nella variante di Tarrasch il Nero perdeva perchè si atteneva alla tattica passiva. Per salvarsi gli era necessario avere la possibilità di attaccare il Re del Bianco con la Torre quando esso arrivava a difendere il pedone a6, senza però permettergli di nascondersi in a7. Perciò il piano di base è quello di riuscire a trasferire la Torre da a1 sulla sesta traversa, preparando l'attacco laterale. Adesso è facile trovare la soluzione nella posizione iniziale: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1...Ta5! 2.Rf3 Tf5+ 3.Re4 Tf6 4.Re5&lt;/span&gt; Minacciando 4.Tg8+. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4...Tc6 5.Rd5 Tf6 6.Rc5&lt;/span&gt; 6.a7 Ta6 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6...Rh7 7.Rb5 Tf5+! 8.Rb6 Tf6+ 9.Rb5 Tf5+ 10.Rb4 Tf6 11.a7 Ta6&lt;/span&gt; 11...Tf7?? 12.Th8+ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;12.Rb5 Ta1 13.Rb6 Tb1+&lt;/span&gt; ed è patta. Nonostante il fatto che le posizioni appena esaminate siano relativamente semplici, possiamo mostrare parecchi esempi in cui addirittura i Grandi Maestri sono stati poco convincenti nel loro gioco in questo tipo di finali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Szabo - Tukmakov&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7BtpD28UI/AAAAAAAAB1s/CY7dpWFUUeg/s1600-h/diagramma+7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7BtpD28UI/AAAAAAAAB1s/CY7dpWFUUeg/s200/diagramma+7.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237336406538776898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mossa al Bianco. Il pedone 'h' in questa posizione non ha molta importanza. Per pattare il Bianco deve solamente attendere mantenendo la possibilità d'attacco laterale del pedone a5. Ad esempio: 1.Tb5 Rd6 2.Tf5 Ta1 3.Rh2! a4 4.Tf4 a3 5.Tf3 Rc5 6.Tb3 Rc4 (6...a2 7.Ta3) 7.Tf3 Rb4 8.Tf4+. Come vediamo è possibile forzare la patta senza particolari preoccupazioni, bisogna solo sapere come si fa... La partita è invece andata così: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.Rg2?! Rd6 2.Rf2?! Ta2+ 3.Re1??&lt;/span&gt; 3.Rg1! manteneva ancora la posizione di patta. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3...Ta1+ 4.Re2&lt;/span&gt; Perdeva anche 4.Rd2 a causa di 4...Th1! 5.Txa5 h3 6.Th5 h2 7.Re2 Ta1! &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4...a4 5.Th6+&lt;/span&gt; Se 5.Txh4 a3 6.Ta4 a2 e poi Th1! &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5...Re5 6.Th5+ Rf6 7.Rf2 a3 8.Rg2 Tc1 9.Ta5 Tc3&lt;/span&gt; e il bianco ha abbandonato.&lt;br /&gt;Senz'altro il processo di studio delle posizioni teoriche deve essere un processo creativo. Memorizzando le posizioni del genere e i metodi di gioco, è necessario giungere a delle conclusioni e generalizzazioni che permettano di allargare il volume delle posizioni teoriche in un certo tipo di finali. Per esempio, analizzando la posizione 6, è stato stabilito che il Nero raggiunge la patta se riesce a trasferire la Torre all'attacco laterale del pedone a6 senza permettere alla Torre bianca di lasciare la casa a8. P. Romanovskij ha individuato la seguente zona di patta per tale finale:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7FD34t4LI/AAAAAAAAB10/_GS3Am7P0U0/s1600-h/diagramma+8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7FD34t4LI/AAAAAAAAB10/_GS3Am7P0U0/s200/diagramma+8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237340087010582706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se il Re bianco si trovasse dentro la zona evidenziata, allora il Nero riuscirebbe a pattare, trasferendo la Torre sulla sesta traversa. Invitiamo i lettori a persuadersi di ciò da soli. Per aumentare ed approfondire le conoscenze sulle posizioni teoriche bisogna anche cercare di imparare alcune regole che potrebbero risultare utili per trovare delle soluzioni giuste anche nelle posizioni sconosciute. Questo lavoro potrebbe risultare più appagante rispetto alla semplice memorizzazione delle numerose posizioni teoriche. Ad esempio, per rendere fruttuoso l'attacco del pedone difeso dal Re con la Torre, quest'ultima ha bisogno di un certo spazio - la distanza tra la Torre e il pedone non deve essere meno di tre verticali. Nella seguente posizione il Nero non riesce a salvarsi a causa della sfortunata posizione della Torre (troppo vicina al pedone) e del Re nero in g6.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7Gnrnet1I/AAAAAAAAB18/di6g6jU02hk/s1600-h/diagramma+9.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7Gnrnet1I/AAAAAAAAB18/di6g6jU02hk/s200/diagramma+9.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237341801703978834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;M. Grigoriev, 1937&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1...Tb7+&lt;/span&gt; Era minacciata 2.Tg1+. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.Rd6 Tb6+&lt;/span&gt; Se 2...Rf6 3.Tf1+ e poi 4.e7. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.Rd7 Tb7+ 4.Rd8 Rf6&lt;/span&gt; Se 4...Tb8+ 5.Rc7 Tb2 6.Te1. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5.e7 Tb8+ 6.Rc7 Te8&lt;/span&gt; 6...Th8 7.Te1 Rf7 8.Rd7. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7.Rd6 Tb8 8.Tf1+ Rg7 9.Rc7 Ta8 10.Ta1! Th8 11.Rd7&lt;/span&gt; e vince. Le difficoltà nel memorizzare le posizioni teoriche riguardanti i finali di Torre sono anche determinate dalla loro concretezza: il cambiamento di un dettaglio a prima vista insignificante può modificarne la valutazione. Nell'ultimo diagramma mettiamo il Re nero in g7 anziché in g6 (è la posizione migliore perchè in alcuni casi il Re ha la possibilità di andare in f8).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7IYnrE74I/AAAAAAAAB2E/wZNWxi3_b4s/s1600-h/diagramma+10.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK7IYnrE74I/AAAAAAAAB2E/wZNWxi3_b4s/s200/diagramma+10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237343741970542466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;M. Grigoriev, 1937&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1...Tb7+ 2.Rd6 Tb6+&lt;/span&gt; 2...Rf8? 3.Ta8+ Rg7 4.e7 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.Rd7 Tb7+ 4.Rd8 Tb8+ 5.Rc7 Tb2 6.Tf1 Ta2&lt;/span&gt; ed è patta perchè la torre in conformità alla regola di 3 verticali ha occupato la posizione giusta. Vogliamo ancora una volta richiamare la vostra attenzione sulla necessità dell'approccio creativo allo studio delle posizioni teoriche: la loro memorizzazione non deve essere meccanica, ma pensata e logicamente motivata; ogni posizione memorizzata dovrebbe entrare a far parte del vostro sistema di conoscenze generali sui finali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-4221527005441038602?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/semplicit-e-complessit-nei-finali-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK6FNc3NdII/AAAAAAAAB08/F3Fzjen4E4k/s72-c/diagramma+1.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-5543615281017159780</guid><pubDate>Thu, 21 Aug 2008 13:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-21T15:31:33.109+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>recensioni</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>partita inglese</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>aperture</category><title>Recensione: The Dynamic English</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK1hcYSaFjI/AAAAAAAAB00/kzldrqMnkdY/s1600-h/dynamic+english.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK1hcYSaFjI/AAAAAAAAB00/kzldrqMnkdY/s200/dynamic+english.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236949081885644338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho sentito parlare molto bene del libro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Dynamic English&lt;/span&gt; di Tony Kosten; dopo averlo visto in vendita a Rocca Priora durante la seconda edizione del festival internazionale castelli romani mi sono deciso ad acquistarlo... devo dire che non ha deluso le mie aspettative! Si tratta di un libro  di impostazione "user-friendly", estremamente chiaro, che aiuta a capire in profondità un'apertura così complessa come l'inglese. Il sistema scelto dall'autore conosciuto con il nome di "accelerated fianchetto" è considerata una scelta perfetta per un giocatore dallo stile d'attacco e aggressivo. L'ordine di mosse consigliato da Kosten &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.c4 2.g3 3.Ag2&lt;/span&gt; permette di mantenere una certa flessibilità: nelle prime mosse il bianco non gioca la "classica" mossa di cavallo Cb1-c3, generalmente oggetto di inchiodature in alcune varianti, e rimanda lo sviluppo del cavallo in g1 per poterlo sviluppare in f3 o in e2 a seconda delle esigenze. Nel libro viene trattato anche l'impianto Botvinnik (1.c4 2.g3 3.Ag2 4.e4 5.Cge2) che permette diversi approcci alla posizione: attaccare sul lato di donna, giocare al centro grazie alla spinta d2-d4 al momento giusto oppure cercare un attacco da matto sull'ala di re con f2-f4. Il libro è molto completo, vengono trattate praticamente tutte le risposte a disposizione del nero dopo 1.c4 (1...e5, 1...c5, 1...Cf6, 1...f5, 1...g6, 1...c6, 1...e6, 1...b6) in ordine di popolarità. Non va dimenticato il dettagliato albero delle varianti, che permette di utilizzare agevolmente il testo anche in fase di analisi. Le parti di analisi e prosa sono perfettamente bilanciate, rendendo il libro ottimo sia per i principianti che per i giocatori un po' più navigati. A causa del piccolo formato e del basso numero di pagine (144) resta un libro poco completo per i giocatori sopra i 2200 punti elo: mancano ad esempio i rientri in altre aperture (generalmente di donna), anche se Kosten ha comunque fornito qualche variante alternativa per chi vuole continuare a giocare in "stile inglese".&lt;br /&gt;Concludendo si tratta di un ottimo libro che non può mancare nella biblioteca di ogni giocatore d'inglese. Se volete sentire un'altra campana, potete leggere l'ottima &lt;a href="http://www.jeremysilman.com/book_reviews_js/js_dynamic_english.html"&gt;recensione&lt;/a&gt; del Maestro Internazionale Jeremy Silman che lo definisce &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"the best repertoire book on the English available"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-5543615281017159780?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/recensione-dynamic-english.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SK1hcYSaFjI/AAAAAAAAB00/kzldrqMnkdY/s72-c/dynamic+english.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-1029481338110809319</guid><pubDate>Wed, 20 Aug 2008 15:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-20T18:16:36.727+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>finali</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>teoria dei finali</category><title>Strategia nel finale: l'espansione</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'espansione è un principio strategico che prevede un cambio di pedoni per penetrare nel territorio nemico con il re o un altro pezzo, ottenendo così un qualche vantaggio (generalmente si applica per attaccare i pedoni deboli avversari). L'applicazione pratica più famosa di questo concetto è la posizione  dopo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;34.f5&lt;/span&gt; della Geller - Hort del 1968, praticamente onnipresente nei libri di strategia del finale!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKw84ITbVeI/AAAAAAAAB0s/TZduD5ynS-0/s1600-h/Pos10.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKw84ITbVeI/AAAAAAAAB0s/TZduD5ynS-0/s200/Pos10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236627401724351970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'idea di geller è di cambiare i pedoni "e" ed "f" per riuscire a penetrare con i propri pezzi nell'ala di re nera. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;34...Ag3 35.fxe6 fxe6 36.Dg6+ Rf8 37.Dxe6 Axe5 38.Re4 Ah2 39.Rf5 Ag3 40.Ad2 Ah2 41.Ae3 Df7+ 1-0&lt;/span&gt; Hort abbandonò vista la posizione praticamente persa. Il nero infatti deve impedire una qualsiasi entrata del re nemico in g6, mentre il bianco gode di maggior libertà, potendo portare il proprio re nell'ala di donna. Per esempio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;42.Dxf7 Rxf7 43.Ad2!&lt;/span&gt; Più forte dell'immediata 43.Re4. Si noti che dopo 44.Ac3 il re nero è legato alla difesa del pedone g7. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;43...Ad6 44.Ac3 Ag3&lt;/span&gt; Il nero è ormai in totale zugzwang. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;45.Re4 g6 46.Rd5&lt;/span&gt; e il bianco ha vinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-1029481338110809319?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/strategia-nel-finale-lespansione.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKw84ITbVeI/AAAAAAAAB0s/TZduD5ynS-0/s72-c/Pos10.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-9089765667829724377</guid><pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-20T17:38:22.478+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>finali</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>studistica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Strategia e tattica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>strategia</category><title>Il tema dell'autostallo negli studi e nella pratica</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tema dell'autostallo è uno dei metodi difensivi più efficaci per forzare una patta. Consiste nel limitare il movimento del proprio re fino alla paralisi e non sono affatto rari sacrifici di uno o più pezzi per raggiungere questo scopo. Uno studio di Berger del 1980 illustra questo tema in maniera esemplare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKq5pjkgmKI/AAAAAAAAB0c/mMi7IBBg2Pg/s1600-h/Pos7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKq5pjkgmKI/AAAAAAAAB0c/mMi7IBBg2Pg/s200/Pos7.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236201640345770146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il bianco muove e patta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A prima vista il bianco sembra spacciato: il suo re non farebbe in tempo a bloccare il pedone di torre nero, ma in realtà è presente la seguente manovra per forzare lo stallo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1.f4! Rc7&lt;/span&gt; L'unica, le alternative &lt;span style="font-style: italic;"&gt;1...gxf4 2.h4 a5 3.h5 gxh5 4. gxh5 a4 5.h6 a3 6.h7 a2 7. h8=D+&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;1... a5 2.h4 a4 3.h5 gxh5 4.fxg5 a3 5.g6 a2 6.g7 a1=D 7. g8=D+ Rb7 8. Df7+ Rc8 9.De6+ Rb7 10.gxh5&lt;/span&gt; sono vantaggiose per il bianco. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2.fxg5&lt;/span&gt; e adesso il bianco può forzare la patta indipendentemente dal gioco del nero grazie alle mosse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.Rg3 4.Rh4&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5.g3&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ma l'autostallo non è roba per soli compositori: casi simili possono verificarsi anche nella pratica. Vediamo un esempio recente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Navara - Peter Svidler&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fide GP, Sochi 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKq86S0_HSI/AAAAAAAAB0k/amxOETSJJNA/s1600-h/Pos8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKq86S0_HSI/AAAAAAAAB0k/amxOETSJJNA/s200/Pos8.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236205226444135714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;48...Re8&lt;/span&gt; Non porta a niente lo scacco 48...Tc4+ 49.Rg3 h4+ 50.Rf3 Tc3+ 51.Rg4 patta. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;49.Txb3!&lt;/span&gt; E grazie a questo sacrificio David Navara si assicura la patta. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;49...Txb3&lt;/span&gt; Autostallo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-9089765667829724377?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/il-tema-dellautostallo-negli-studi-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKq5pjkgmKI/AAAAAAAAB0c/mMi7IBBg2Pg/s72-c/Pos7.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-4112393092652804266</guid><pubDate>Mon, 18 Aug 2008 10:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-18T12:53:40.467+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>puzzles</category><title>Monday's Chess Puzzle #23</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKlUnMeygMI/AAAAAAAAB0U/_wuj7z-3ewc/s1600-h/Pos6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKlUnMeygMI/AAAAAAAAB0U/_wuj7z-3ewc/s320/Pos6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235809074136907970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Muove il bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-4112393092652804266?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/mondays-chess-puzzle-23.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKlUnMeygMI/AAAAAAAAB0U/_wuj7z-3ewc/s72-c/Pos6.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-6041555958149251719</guid><pubDate>Tue, 12 Aug 2008 07:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-12T09:42:53.207+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>i re degli scacchi</category><title>Machgielis Euwe</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.italiascacchistica.com/index.shtml"&gt;&lt;img src="http://img386.imageshack.us/img386/1108/logois21hj7.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Pubblico un interessante articolo di Fabio Lotti sul grande Max Euwe, l'olandese che a sorpresa divenne campione del mondo. Ricordo che questo articolo è stato pubblicato nella rivista L'Italia Scacchistica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKE9tFsZnXI/AAAAAAAAB0M/OPIquTGl0qU/s1600-h/max+euwe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKE9tFsZnXI/AAAAAAAAB0M/OPIquTGl0qU/s200/max+euwe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233532086813039986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La prima sfiga di Machgielis Euwe fu quella di detenere la corona di campione del mondo tra due mostri inarrivabili: il mitico Alekhine ed il colossale Botvinnik. Un vaso di terracotta tra due vasi di ferro. La seconda risiedette nella sua semplice, grigia, monotona normalità. Niente colpi di testa, niente tic, niente bizzarrie a rendere colorita la sua vita di pur ottimo insegnante e studioso di matematica. Molte attività, è vero, da pugile a nuotatore, da aviatore ad autore di numerose pubblicazioni, tutte svolte, però, con quella razionalità e quel pacato buonsenso espressi anche nel gioco degli scacchi che non attirano certo le simpatie dei biografi. E la pochezza di studi sul Nostro (si fa per dire), in relazione a quella dedicata ad altri campioni, sta a dimostrare la modestia dell’interesse suscitato. Insomma Max Euwe sembra proprio il parente povero della regale tribù dei Grandi Cervelloni della scacchiera. Anche perché il suo regno dura lo spazio di un mattino. Un paio di anni, dal 1935 al 1937 dopo avere strappato lo scettro mondiale al già citato Alekhine.&lt;br /&gt;Ma come era riuscito nell’impresa? Facciamo un passo indietro per vedere cosa aveva combinato in campo scacchistico prima dell’incontro fatale. Nasce a Watergraafsmeer, oggi sobborgo di Amsterdam, il 20/05/1901. Bambino prodigio, impara gli scacchi a sei anni dalla madre ma non viene buttato in giro a fare il fenomeno da baraccone come succede spesso in simili casi. A 20 anni diventa campione d’Olanda, titolo che mantiene per molto tempo ininterrottamente. Grande Maestro a 27 anni ad un certo punto arriva per lui il momento di un ripensamento su ciò che deve fare nella vita: lasciare gli scacchi per dedicarsi anima e corpo all’insegnamento di matematica, o continuare anche lungo questa via.&lt;br /&gt;L’incontro del destino, quello che lo porta a fare una scelta risolutiva avviene con Hans Kmoch, Maestro e teorico austriaco stabilitosi in Olanda che lo convince a tenere duro e a lanciare addirittura la sfida al campione del mondo. Kmoch non sarà stato un fior fiore di giocatore (più noto come didatta è da ricordare il suo libro "I pedoni anima degli scacchi" pubblicato dalla Prisma) ma era senz’altro un tipo tosto e risoluto che andava al sodo e sapeva convincere le persone. D’altra parte non si vedono in giro altri degni pretendenti se non il sorprendente Flohr. Anche perché quello vero, quello giusto (leggi Capablanca) è oculatamente evitato dal detentore del titolo. Il match viene fissato per l’autunno del 1935 ad Amsterdan. C’è un anno e mezzo di tempo per la preparazione che sarà fisica, teorica e pratica, preparata minuziosamente nei più piccoli dettagli: studio delle aperture, partecipazione a vari tornei assistito da due secondi di eccezionale valore come Maroczy e Floh. Gli olandesi sembrano impazziti, un po’ come è succederà a noi italiani per la vittoria al campionato del mondo di calcio del 1982, scendono per le strade, svaligiano i negozi di tutto quello che può ricordare in qualche modo il nobile gioco. Un entusiasmo per Re e Regine che si protrarrà nel tempo dando frutti importanti allo scacchismo di questa nazione. Chi fosse Alekhine non c’è bisogno che lo spieghi ai lettori. Basta ricordare che strappa lo scettro all’inimitabile Capablanca nel 1927, in seguito strapazza letteralmente lo sfidante Bogoljubow nel 1929 e nel 1934, e inanella una serie di splendidi successi nei tornei di Sanremo, Bled, Berna che lo convincono, se ancora ce ne fosse bisogno, di essere il più forte del mondo.&lt;br /&gt;Il 3 ottobre 1935 inizia il match. La sfida si svolge in varie città dell’Olanda, l’assegnazione del titolo si basa su trenta partite. L’andamento dell’incontro è altalenante con iniziale fuga di Alekhine che passa addirittura a condurre per dieci a quattro. Lo sfidante tiene bene con il Bianco ma rivela grossi problemi con la difesa Francese. Decide di cambiare repertorio e di difendersi spingendo di due passi il pedone di Re. E’ la mossa giusta. Si passa a 12 a 12, poi si arriva a 14-12, il finale è +9=13-8 per Euwe. Un trionfo, anche se ottenuto con la differenza di un solo punto, che molti spiegano più con la crisi del campione che con la forza dello sfidante. Lasker afferma che le facili vittorie precedenti lo hanno reso troppo sicuro di sé, che non è più abituato a risolvere gli intricati enigmi sulla scacchiera e non si è portato dietro nessuno che lo aiuti. Inoltre beve, fuma come un turco, sente nostalgia della patria, ha problemi familiari, è sofferente di cuore. Notizie che già sappiamo e sulle quali è inutile insistere.&lt;br /&gt;Nel periodo che va dalla fine del primo incontro all’inizio del secondo tutti e due i giocatori partecipano ad alcuni tornei senza però entusiasmare. Soprattutto il nuovo sfidante sembra in declino tanto che la FIDE preme per un confronto tra il campione del mondo e il già citato Capablanca. Ma Euwe ha una sola parola e la vuole mantenere. Alkhine sarà ancora il prossimo avversario, anche perché pensa proprio di batterlo! E’ lui stesso a raccontarcelo "Come ho già ammesso, ero fiducioso ed ottimista prima del match del 1937, ed avevo ragione di esserlo. Dopo il match del 1935 avevo partecipato a tre tornei ai quali aveva preso parte anche Alekhine e sempre ero finito davanti a lui. Anche i risultati personali mi vedevano in testa, né Alekhine aveva fatto meglio negli altri tornei". Il campione russo è in splendida forma. Botvinnik ci fa sapere che nel torneo di Nottingham del 1936, quando sulla scacchiera si materializzava una posizione complicata, l’illustre avversario, dopo avere effettuato la mossa, si alzava ed iniziava a girare intorno al tavolo come un nibbio dimostrando sia la poca correttezza ma anche la ferma volontà di prevalere. Ha smesso di fumare, appare fresco e roseo, lucidato a puntino. Un altro uomo o, se vogliamo, un uomo rinato.&lt;br /&gt;Il 5 ottobre del 1937 a l’Aja inizia la rivincita su trenta partite. Questa volta ha portato con sé un "secondo" di valore, il Grande Maestro Eliskases e si è ben preparato nello studio delle aperture. Tanto ben preparato che nel sesto incontro sacrifica un Cavallo in una nota variante della difesa Slava. Euwe è perplesso, non si fida della cattura che lo condurrebbe a incredibili complicazioni e perde la partita. Il campione del mondo è assistito da un tris di cervelloni niente male: Flohr, Grunfeld e Kmoch che non gli evitano, però, la sconfitta. Resiste nella prima parte, poi deve cedere per un secco quindici e mezzo a nove e mezzo. A fine match riconosce con la sportività che gli è propria la superiorità dell’avversario "Alekhine ha ristabilito la sua reputazione di più forte giocatore di scacchi vivente, ed ha confermato di essere anche il più grande scacchista di tutti i tempi!".&lt;br /&gt;Non è che la storia di Euwe finisca qui. Basta sfogliare una qualsivoglia enciclopedia per notare una buona serie di vittorie e piazzamenti nei più forti tornei internazionali. Nel 1948 torna in lizza per il titolo mondiale ma rimane all’ultimo posto nel match organizzato per designare lo sfidante. Viene eletto presidente della FIDE nel 1971, incarico che mantiene per un decennio fino al 1981, anno della sua scomparsa.&lt;br /&gt;Euwe è stato un grande studioso di teoria il che me lo rende più simpatico. Ci ha lasciato, senza citare altre pubblicazioni, ben 12 volumi di teoria delle aperture, altrettanti sul centro partita e otto volumi sui finali. Buon giocatore di match ha incontrato i più grandi campioni del tempo perdendo spesso solo di misura. Su di lui circola la frase lapidaria di Vincenzo Castaldi "Euwe è stato il più grande giocatore senza talento" che sicuramente colpisce per la sua efficacia. Totò diceva, storpiando di proposito la grammatica, "Signori si nasce. Ed io lo nacqui". Con i suoi lineamenti regolari ed il portamento impeccabile Il sig. Machgielis Euwe sarà stato anche sfigato e senza talento, ma rimane pur sempre uno dei più grandi campioni della storia degli scacchi. Rimane, soprattutto, un signore. Un vero, inappuntabile signore.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fabio Lotti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-6041555958149251719?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/machgielis-euwe.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKE9tFsZnXI/AAAAAAAAB0M/OPIquTGl0qU/s72-c/max+euwe.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-6266625857519675536</guid><pubDate>Mon, 11 Aug 2008 15:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-11T17:22:08.153+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>puzzles</category><title>Monday's Chess Puzzle #22</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKBY-6ViWcI/AAAAAAAAB0E/NcmCGjEFzxs/s1600-h/Pos5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKBY-6ViWcI/AAAAAAAAB0E/NcmCGjEFzxs/s320/Pos5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5233280604839238082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Muove il bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-6266625857519675536?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/mondays-chess-puzzle-22.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SKBY-6ViWcI/AAAAAAAAB0E/NcmCGjEFzxs/s72-c/Pos5.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-2661259861890313523</guid><pubDate>Sat, 09 Aug 2008 07:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-12T09:52:59.326+02:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>racconti di fabio lotti</category><title>Prime scoperte</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avere insieme tre persone riunite nel mio ufficio come Manganelli, Serbelloni e Rinesi era da comica. Due che non parlavano e dovevano parlare e uno che parlava anche troppo quando, magari, doveva stare zitto.&lt;br /&gt;“Bene, bene, bene eccoci ancora una volta riuniti per cercare di risolvere anche questo caso…”.&lt;br /&gt;“E lei che si lamentava che a Siena e dintorni non succedeva mai nulla di eclatante!”&lt;br /&gt;“Manganelli, non è il momento di sottolineare…Non credo che il Signore, o chi per lui, abbia fatto uccidere alcune persone per farmi contento”.&lt;br /&gt;“No, però…”&lt;br /&gt;“A Manganè, diamoci un taglio”.&lt;br /&gt;“Diamocelo”.&lt;br /&gt;“Anche perché questa povera ragazza merita un discorso serio. A proposito, hai saputo chi è?”.&lt;br /&gt;Manganelli fece il solito sorrisetto furbastro seguito da una spallucciata come per dire “E c’è bisogno di chiederlo?”.&lt;br /&gt;“Commissario, lei mi sottovaluta”.&lt;br /&gt;“No, no io ti considero proprio quello che sei, stai tranquillo. Tira fuori il rospo e falla meno lunga”.&lt;br /&gt;“La povera ragazza è, anzi era, Maria Esposito di ventidue anni, abitante a Siena in via Petrucci 4”.&lt;br /&gt;“Bel colpo. E come hai fatto…”.&lt;br /&gt;“Mi permetta di mantenere il segreto. Ho i miei mezzi di ricerca personali che vorrei tenere ben custoditi”.&lt;br /&gt;“Non è che per caso questi mezzi di ricerca personali si siano avvalsi di una telefonata che i genitori della ragazza in questione hanno fatto alla polizia non vedendola tornare a casa? La butto lì, tanto per indovinare”. Il volto di Manganelli si cosparse di un omogeneo rossore.&lt;br /&gt;“Beh, non è proprio così..ma, insomma…andiamo al sodo, commissario”.&lt;br /&gt;“Andiamoci”.&lt;br /&gt;“La ragazza è figlia unica di genitori provenienti da Napoli, aveva diciotto anni e frequentava l’Università di Siena. Una brava ragazza, studiosa, senza grilli per la testa, aveva il suo moroso come hanno tutte le ragazze di quella età ma senza nulla di serio. Almeno per il momento”.&lt;br /&gt;“Hai parlato con i genitori?”.&lt;br /&gt;“Solo con la madre per telefono. Pensavo che ci volesse parlare di persona”.&lt;br /&gt;“Hai fatto bene. Ci andremo dopo avere fatto quattro chiacchiere anche con i miei devoti esperti della scientifica”. A sentire quattro chiacchiere i due incominciarono ad agitarsi, perché per loro erano già tante due parole. Non ho mai trovato nella mia lunga vita persone così diverse nel fisico ma spiccicate identiche nell’essere restie a tirar fuori il fiato di bocca per esternare le loro idee. Per carità brave persone, seri professionisti, il Serbelloni medico legale e il Rinesi esperto, espertissimo della scientifica. Studiosi e sinceramente attaccati al lavoro. Niente da dire sui loro rapporti estremamente dettagliati, precisi e scritti, tra l’altro, in buon italiano. Il che non guasta. Il guaio veniva durante il passaggio dalla parola scritta a quella orale, e per tirargli fuori una sola frase c’era da sudare come i dentisti. Mi guardarono con sospetto.&lt;br /&gt;“Calma, ragazzi, non c’è nulla da temere. Dovete solo farmi edotto delle vostre scoperte. Chi per primo vuole incominciare?”.  Mai domanda ebbe effetto più negativo.&lt;br /&gt;“Visto che tutti e due non vedete l’ora di aprire bocca decido io chi incomincia per primo. La parola al nostro medico legale Serbelloni”. Il quale Serbelloni, si asciugò il volto con le sue manine paffute , si sistemò meglio sulla sedia che conteneva a malapena una parte del suo posteriore, sbuffò due o tre volte e alla fine incominciò, mentre tutti eravamo fissati su di lui come fosse la Sibilla Cumana “Non ho avuto molto tempo per esaminare accuratamente il cadavere, ma posso dire con una certa dose di certezza che la ragazza è morta per strangolamento tra le dieci e le undici di questa mattina”. Detto questo sbuffò di nuovo e smise di parlare.&lt;br /&gt;“La ringrazio per lo sforzo che ha fatto, ma, dico io, qualche altra notizia non guasterebbe. Per esempio, si sono notati altri segni di violenza sul corpo?”.&lt;br /&gt;“No, ma c’è un altro particolare”.&lt;br /&gt;“E che aspetta a dircelo!”.&lt;br /&gt;“Ecco, prima di morire strangolata, con una certa difficoltà, tra l’altro…”.&lt;br /&gt;“Come sarebbe a dire?”.&lt;br /&gt;“Sarebbe a dire che l’assassino ha dovuto stringere ripetutamente il collo per ottenere il suo scopo. I segni lo dimostrano in maniera inequivocabile”.&lt;br /&gt;“Passiamo al particolare di prima”.&lt;br /&gt;“Bene, prima di essere strangolata la ragazza deve avere preso qualcosa che l’ha fatta addormentare”. A questo punto Serbelloni tirò fuori un fazzolettone bianco con il quale incominciò a tergersi la fronte che incominciava a colare. Siccome la cosa andava per le lunghe…&lt;br /&gt;“Per caso vuole farsi anche una doccia, Serbelloni?” ringhiò Manganelli.&lt;br /&gt;“Dai primi accertamenti, che controlleremo ancora, sembra che abbia fumato una buona dose di Rutella-cannabis, un oppiaceo che serve a rilassare il sistema nervoso. Se preso a dosi massicce porta ad un sonno profondo”.&lt;br /&gt;“Uno spinello, insomma…”&lt;br /&gt;“Più che uno spinello. La Rutella non scherza. Ti addormenta in un batter d’occhio”.&lt;br /&gt;Accidenti! Non vi è altra traccia lasciata dall’assassino, maschio o femmina che sia?”.&lt;br /&gt;“Nessuna”.&lt;br /&gt;“Quindi si presume che portasse dei guanti”.&lt;br /&gt;“Esatto”.&lt;br /&gt;Non c’era nulla da fare. Il Serbelloni era così. O prendere o lasciare. L’unica cosa ragionevole era lasciarlo libero e leggere attentamente il suo referto.&lt;br /&gt;“Allora, Serbelloni, se non c’è altro…” Il Serbelloni strinse la bocca e scosse le guance paffute.&lt;br /&gt;“…può andare”. Il Serbelloni si alzò a fatica emettendo un gemito soffocato che voleva essere di liberazione, fece una specie di sorriso e se ne andò traballando così come era venuto.&lt;br /&gt;“Bene, ora tocca a lei, Rinesi”.&lt;br /&gt;“Non credo di poter aggiungere molto”.&lt;br /&gt;“Chissà perché, ma questo quasi me lo immaginavo”.&lt;br /&gt;“Nel senso che le cose più importanti le ha riferite il mio collega…”.&lt;br /&gt;“Mi dica quelle più frivole, che ci divertiamo”.&lt;br /&gt;“Le impronte delle gomme appartengono ad una Punto…”.&lt;br /&gt;“Bene…”.&lt;br /&gt;“Male, invece, ce ne sono troppe in giro. Difficile da trovare, anche se le gomme sembrano parecchio consumate. Abbiamo trovato anche delle impronte di scarpe”.&lt;br /&gt;“Questa, almeno, sarà una buona notizia”.&lt;br /&gt;“Non direi”.&lt;br /&gt;“Oltre che parco di parole anche pessimista, eh?”.&lt;br /&gt;“Non è colpa mia se le scarpe erano avvolte da una robusta fascia di nailon”.&lt;br /&gt;“Altro?”.&lt;br /&gt;“Il pedone”.&lt;br /&gt;“Quale pedone?”.&lt;br /&gt;“Il pedone degli scacchi”.&lt;br /&gt;“Già, me ne ero dimenticato. Bravo Rinesi, la mia memoria incomincia a fare cilecca”.&lt;br /&gt;“E’ un pedone in legno di buona fattura”.&lt;br /&gt;“Si può risalire al venditore?”.&lt;br /&gt;“Sarà difficile, è stato fatto a mano”.&lt;br /&gt;“Allora basta fare il giro degli artigiani…”.&lt;br /&gt;“Ho l’impressione che non basti”.&lt;br /&gt;“Un piccolo segno di ottimismo mai, eh!”.&lt;br /&gt;“A naso direi, data qualche imperfezione, che l’assassino se l’è fatto da solo”.&lt;br /&gt;“Allora, purtroppo, viste le dimensioni, ci azzecchi senz’altro. Altro ancora?”.&lt;br /&gt;“Altro”.&lt;br /&gt;E così si concluse il colloquio con Rinesi.&lt;br /&gt;“Che ne pensi, Manganelli?”.&lt;br /&gt;“Un tipo particolare”.&lt;br /&gt;“Non intendevo cosa ne pensi di Rinesi, che ormai conosco a memoria, ma del delitto”.&lt;br /&gt;“Ci sono due cose che mi hanno colpito: la Rutella cannabis e il fatto dei segni alla gola”.&lt;br /&gt;“Spiegati meglio”.&lt;br /&gt;“Questa Rutella cannabis non l’avevo mai sentita nominare”.&lt;br /&gt;“Nemmeno io”.&lt;br /&gt;“Deve essere un nuovo oppiaceo”.&lt;br /&gt;“Mi era venuta voglia di chiederlo a Serbelloni, ma poi ho desistito…”.&lt;br /&gt;“La capisco, lei in fondo ha un cuore tenero. Dicevo questa benedetta Rutella e quei segni alla gola dimostrerebbero che l’assassino o si è divertito a strozzarla più volte così tanto per soddisfazione, oppure non aveva forza. Tutta l’energia l’ha spesa per il trasporto a mano del cadavere dalla macchina al luogo dove lo abbiamo trovato”.&lt;br /&gt;“Mmmm…può essere”.&lt;br /&gt;“Oppure…”.&lt;br /&gt;“Oppure?”.&lt;br /&gt;“Forse si è lasciato prendere dall’emozione…”.&lt;br /&gt;“Dopo una buona una delle tue. Se prima l’ha stordita, o addormentata con uno spinello di quella roba lì, si è messo i guanti alle mani ed ha coperto le scarpe con il nailon, mi sa che non sia un tipo facilmente emozionabile. A me dà l’idea di uno piuttosto freddino”.&lt;br /&gt;“Scherzavo, commissario, scherzavo…Le pare che io possa tirar fuori una congettura di tal genere?”.&lt;br /&gt;“Non mi pare proprio, Manganelli”.&lt;br /&gt;“Appunto”.&lt;br /&gt;“Ne sono convinto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-2661259861890313523?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/prime-scoperte.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-4706309065637309489</guid><pubDate>Mon, 04 Aug 2008 20:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-12T08:38:44.687+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>puzzles</category><title>Monday's Chess Puzzle #21</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SJdsztUeMjI/AAAAAAAABz8/YPiqleDvOSE/s1600-h/Pos4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SJdsztUeMjI/AAAAAAAABz8/YPiqleDvOSE/s320/Pos4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5230769127808709170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mossa al bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-4706309065637309489?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/08/mondays-chess-puzzle-21.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SJdsztUeMjI/AAAAAAAABz8/YPiqleDvOSE/s72-c/Pos4.jpg' height='72' width='72'/></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2157187736936720131.post-5938668996514598259</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2008 17:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-12T08:38:44.862+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>puzzles</category><title>Monday's Chess Puzzle #20</title><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SI3-A79j8cI/AAAAAAAABz0/cVK3eYaFYps/s1600-h/Pos3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SI3-A79j8cI/AAAAAAAABz0/cVK3eYaFYps/s320/Pos3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5228114034496369090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mossa al bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2157187736936720131-5938668996514598259?l=scuolaeclettica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://scuolaeclettica.blogspot.com/2008/07/mondays-chess-puzzle-19.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Balossini)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ig3bbfUS5_Y/SI3-A79j8cI/AAAAAAAABz0/cVK3eYaFYps/s72-c/Pos3.jpg' height='72' width='72'/></item></channel></rss>